CNA Rimini esprime forte preoccupazione e contrarietà per le misure contenute nel recente decreto fiscale che interviene in modo drastico e retroattivo sugli incentivi legati al piano Transizione 5.0.
“Il taglio fino al 65% dei crediti fiscali già maturati dalle imprese rappresenta una decisione grave e ingiustificata – dichiarano Marco Polazzi e Davide Ortalli, Presidente e Direttore di CNA Rimini. Parliamo di aziende che hanno effettuato investimenti nel 2025 nel pieno rispetto delle regole e sulla base di impegni chiari assunti dallo Stato. Modificare ora, a posteriori, le condizioni significa compromettere la fiducia nel rapporto tra imprese e istituzioni”.
La riduzione delle risorse disponibili – da oltre 1,3 miliardi a poco più di 500 milioni – comporta che molte imprese, diverse delle quali anche nel riminese, riceveranno solo una quota limitata del credito d’imposta richiesto, con effetti pesanti sulla sostenibilità finanziaria degli investimenti già realizzati.
“Le imprese – aggiungono Polazzi e Ortalli - non possono essere considerate una variabile di aggiustamento dei conti pubblici. Comprendiamo la complessità del contesto internazionale e le nuove emergenze, ma non è accettabile scaricare i costi dell’incertezza su chi ha investito in innovazione, sostenibilità ed efficientamento energetico. Interventi di questo tipo rischiano di rallentare il percorso di transizione del sistema produttivo e di indebolire la competitività delle piccole e medie imprese, proprio nel momento in cui sarebbe necessario rafforzarne la capacità di investimento. In vista del tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per l’1 aprile, confidiamo in un’immediata revisione del provvedimento per garantire il rispetto degli impegni assunti e ristabilire un clima di certezza, indispensabile per sostenere gli investimenti delle imprese. Senza fiducia, non c’è crescita”.
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