L’inclusione nel piatto. Nelle scuole di Cattolica, è tornato, per il secondo anno consecutivo, il “Progetto Celiachia”, sostenuto dall’Assessorato alle politiche educative, organizzatodalla dietista del Comune Liliana Sànchez in collaborazione con lo Ial (ufficio Innovazione apprendimento lavoro dell’Emilia-Romagna). Il progetto, che ha visto coinvolgere con lezioni teoriche e laboratori pratici gli alunni e le alunne delle classi 4 e 5 delle scuole primarie, si pone l’obiettivo di continuare a diffondere la cultura della celiachia, nell’intento di sviluppare un concetto di inclusione più ampio, e di sensibilizzare sulla condivisione e consapevolezza di un pasto con un compagno celiaco, trasformando un limite in un’opportunità di conoscenza e comprensione, in modo semplice e chiaro. Gli incontri proseguiranno in tutte le scuole di primo grado di Cattolica e termineranno ad aprile.
Nel plesso della scuola Torconca, alla presenza del vice sindaco e assessore alle politiche educative Federico Vaccarini, si è tenuta una di queste lezioni speciali. A illustrare le nozioni di base sulla celiachia, è stata Paola Frontini, responsabile di sede dello IAL, che ha catturato e stimolato l’attenzione di alunni e alunne, i quali hanno partecipato attivamente con riflessioni, domande e curiosità. Poi, è stato il turno dei piccoli, che hanno dovuto comporre un menù ristorante per celiaci, divisi in gruppi e attraverso delle immagini di ricette all'interno delle quali sono stati inseriti anche alimenti ingannevoli. In questo modo, bambini e bambine hanno imparato a riconoscere le insidie del processo alimentare industriale, fissando così ancora meglio le nozioni. Spazio alla parte pratica, in cui alunni e alunne hanno assistito alla manipolazione di due impasti no glutine (uno dolce e uno salato) da parte del docente di cucina e di due allievi dello IAL. Per la gioia dei palati, infine, è arrivato il momento dell’assaggio in cui bambini e bambine hanno potuto degustare i prodotti realizzati con i due impasti, preparati preventivamente nel laboratorio di cucina dello Ial, sede di Riccione. Al termine della lezione-laboratorio, alunni e alunne hanno ricevuto una dispensa e un attestato di partecipazione.
“È un progetto importante con cui si contribuisce a strutturare sempre di più la cultura della condivisione e dell’inclusione, a cominciare dai banchi di scuola e in particolare dal momento del pasto – commenta il vice sindaco Vaccarini – In questo modo si veicola il concetto che la diversità, come quella di un compagno o compagna con celiachia, è un’opportunità di crescita e di consapevolezza. Anche attraverso questo progetto abbattiamo quelle barriere culturali della discriminazione che a volte sono più dure da scalfire di quelle fisiche. Un processo di crescita collettiva della comunità su cui continueremo sempre ad investire”.
“Con il progetto celiachia, ci poniamo risultati importanti – interviene la dietista Sanchez – come insegnare a riconoscere che la condivisione di un pasto “senza glutine” è una scelta buona sia all’interno della mensa, sia a casa propria, così come relazionarsi con tranquillità con un compagno celiaco, diventa non un limite ma un’occasione di conoscenza. Invitiamo le famiglie degli alunni coinvolti a replicare a casa le ricette viste ed assaggiate durante il laboratorio”.

Max 14° 




















