Viviamo in un'epoca estremamente fragile. Lo spazio e il tempo che faticosamente abitiamo, soprattutto in Occidente, sono caratterizzati da una rivoluzione tecnologica e digitale permanente che porta con sé dei mutamenti cosi rapidi che travolgono tutto, dissolvendo ogni certezza, grande o piccola, vera o illusoria. Il senso del nostro vivere è sempre più sfuggente. Ogni sfera dell'umano è precipitata nella liquidità : dal lavoro all'amore, dalla politica all'economia, la precarietà e la frammentazione sono il motore che al contempo muove e inceppa ogni cosa. Siamo precipitati nell'epoca della fragilità esistenziale, in cui il consumismo ha assunto una dimensione ontologica e in cui la tecnologia da mezzo per vivere è divenuta fine del vivere. Di fronte a tale scenario dobbiamo chiederci se l'epoca della fragilità sia solo una valle di solitudini e futili distrazioni o se possa rappresentare anche un'opportunità per gli esseri umani. Partendo da queste considerazione nasce la kermesse filosofica estiva misanese, curata da Gustavo Cecchini, dal titolo : CONOSCI TE STESSO – Il tempo della fragilità. Tre appuntamenti itineranti tra la “magica cornice” di Portoverde e il Giardino della Biblioteca
giovedi 25 giugno ore 21,15- FRANCO ARMINIO - la grazia della fragilità
Sarà Franco Armino, uno degli scrittori più significativi del nostro tempo e un grande poeta, ad inaugurare il festival filosofico estivo misanese dal titolo : Conosci te stesso – il tempo della fragilità. Per Arminio la fragilità è un elemento essenziale e, soprattutto, universale. Essere fragili non significa essere deboli, ma piuttosto essere autentici. La fragilità è una condizione esistenziale che ci ricorda la nostra mortalità, ma allo stesso tempo ci apre alla possibilità di vivere esperienze emotive e relazionali più autentiche e profonde. Quando Franco Arminio dice che è necessario «avere il coraggio di essere fragili», suggerisce che la vera forza risiede nella capacità di mostrarsi vulnerabili agli altri, di accettare e condividere le nostre insicurezze, paure e debolezze. Questo è un concetto che spesso fatichiamo ad accettare, soprattutto in una società che promuove la durezza, la competizione e l’individualismo. Eppure, Franco Arminio ci ricorda che solo attraverso il riconoscimento e l’accettazione della nostra fragilità possiamo costruire rapporti umani veri e profondi.
venerdi 26 giugno ore 21,15 - VERA GHENO - Per fortuna sono fragile
Nella società della performance, la fragilità e l'errore sono visti come accidenti, cose negative e ingombranti. Eppure, sono costitutivamente parte della nostra umanità. Le parole possono aiutarci a comprenderlo: a scendere a patti con le nostre parti rotte, per scoprire che le nostre relazioni, spesso, si costruiscono proprio a partire da queste ultime.
sabato 27 giugno ore 21,15 - MICHELA MARZANO - Fragili insieme : adulti e adolescenti?
Chiude la Kermesse culturale dedicata al tema della fragilità la filosofa e scrittrice Michela Marzano. Sono sempre più numerosi i ragazzi e le ragazze che non sanno come riempire il vuoto che a tratti si spalanca dentro, sopportare l’assenza di punti di riferimento e la paura di non avere futuro, tenere testa agli sguardi attoniti di chi, invece di riconoscerli per ciò che sono (e non per quello che, secondo noi adulti, dovrebbero essere), li giudica. Ma la fragilità non è solo adolescente,riguarda anche noi adulti Se i ragazzi e le ragazze sono così fragili, è anche perché ci sanno fragili, ma incapaci di prenderne atto. Ci sono cose che passano di generazione in generazione, e i figli, spesso, sono sintomi del malessere degli adulti. Soprattutto quando si è cresciuti a colpi di “forza di volontà”, tacendo le difficoltà che abbiamo attraversato. Essere adulti significa prima di tutto diventare esempi. Ma come si fa a esserlo, se non riusciamo a incarnare ciò che diciamo? Quand’è che capiremo che, se vogliamo davvero aiutare i nostri giovani, dobbiamo prima di tutto aiutare noi stessi? Quand’è che saremo in grado di lasciarli andare per la loro strada, senza voler sempre “fare” o “dire” al posto loro? Viviamo in un tempo che chiede eccellenza e perfezione ma la vita non è perfetta e fatta di mancanze, fratture, limiti. E' da lì che nasce la possibiltà di desiderare e di creare. Ciò che ci manca è un alfabeto esistenziale per nominare le nostre fragilità.

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