Cultura 15:30 | 15/04/2026 - Rimini

"Cosmogonico": personale di Francesco Bocchini a cura di Valerio Dehò

 Sabato 18 aprile alle ore 17.00, presso la Zamagni Galleria d’Arte di Rimini, inaugura COSMOGONICO, personale di Francesco Bocchini a cura di Valerio Dehò. L’esposizione ha il patrocinio del Comune di Rimini. Questa mostra ampia e bene articolata segna una tappa fondamentale nel percorso artistico di Francesco Bocchini. I suoi linguaggi espressivi, le sue tecniche tra disegno, scultura e scrittura trovano una fusione perfetta che sa far apprezzare una delle ricerche estetiche più originali dell’arte italiana. 

Per un mid-career come lui, sempre creativo e sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo e autentico nelle sue opere, ogni spostamento di senso presuppone anche uno sguardo a quanto realizzato, inteso come stimolo a progredire nella propria poetica. Certamente un feed back con il proprio percorso è sempre necessario e stimolante. 

Infatti, scrive il curatore Valerio Dehò in catalogo: “Una mostra antologica? Forse con un gioco di parole si potrebbe chiamare una mostra “ontologica”, sia perché inevitabilmente sintetica, sia perché scelta e voluta dall’artista per fare il punto sul qui e ora del suo percorso artistico. Nello stesso tempo nella grande installazione a parete chiamata appunto “Cosmogonico”, ci si addentra nel suo universo attraverso forme già incontrate, ma anche attraverso delle apparizioni in materiali differenti da quelli che ha sempre usato, come le porcellane. Queste provengono da un campionario di tipologie legate alle rappresentazioni dei volti a metà tra le smorfie e gli spasmi di Franz Xavier Messerschmidt e le maschere rituali o carnascialesche. In ogni caso vi si respira un che di inquietante o di unheimlich, qualcosa di non familiare. “

Con la parola “cosmogonia” si vuole indicare una nascita, qualcosa che ha origine, che inizia.

In questa mostra ci sono infatti vari esempi di lavori che vanno certamente dai famosi “meccanismi” che lo hanno fatto conoscere alla fine degli anni Novanta, fino alle attuali porcellane che sono sicuramente una novità e anche un apice della sua ricerca.  Il suo in effetti è un “caos calmo”, qualcosa che ha la turbolenza delle idee e delle visioni, ma ha anche tanta sapienza costruttiva, tante riflessioni sul mondo delle forme e delle figure. Questi nuovi lavori si distaccano dal riuso di materiali e dalla trasformazione e rigenerazione dei rottami che dono tipici della sua opera, ma ne condensano la genesi. Sono teste di esseri immaginari, riflessioni sull’umano e sul transumano, e in molti casi sono straordinari accoppiamenti tra forme ancestrali e invenzioni tratte dal mondo infinito delle immagini quotidiane. Gli elementi che compongono il suo cosmo personale hanno a che vedere sempre con la durezza spigolosa della materia inerme che solo l’arte può rendere viva. Non si sofferma a imitare la natura, la crea a sua immagine e somiglianza, naturalmente nel senso mentale di una poetica del diverso. “Caino”, per esempio, appartiene alla specie dei meccanismi per le grandi braccia che si muovono disarticolandosi, ma ha una presenza totemica che genera rispetto, un oracolo acefalo e silente nell’attesa che il fruscio meccanico ne attivi la vitalità segreta.

“Cosmogonico” è una mostra importante che serve a comprendere l’avventuroso e fantastico universo di Francesco Bocchini, ripercorrendo le tipologie delle sue opere attraverso  la poeticità del suo sguardo sui mondi possibili dell’arte. 

La cifra stilistica di Francesco Bocchini si concentra su latte e ferri smaltati per produrre meccanismi elementari. Le sue installazioni e teche sono lamiere di ferro e specchi di recupero dipinti a olio per un lavoro in equilibrio sottile tra gioco, mistero e dramma.

Partendo da un materiale povero, la lamiera spesso già definita nella forma di una scatola, di un cofano di auto, di un contenitore qualsiasi, attraverso l’intervento dell’artista arriva a un nuovo significato addizionato da cromie sofisticate e meccanismi manuali. Il senso di gioco, la prima impressione, vira immediatamente nella direzione della drammaticità del movimento a scatti a cui si aggiunge il rumore aspro dei metalli.

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