C’è un’immagine che racconta meglio di tutte la direzione intrapresa dal Comune di Riccione: quella di una città che progetta il proprio futuro puntando su sostenibilità, qualità urbana e benessere, e che allo stesso tempo sa mobilitarsi come comunità per proteggere un nido di tartaruga, trasformando un evento naturale in un’esperienza collettiva di responsabilità e partecipazione. È il segno concreto di un cambiamento già in atto, che unisce politiche urbanistiche, tutela della biodiversità e coinvolgimento attivo di cittadini, istituzioni e operatori del territorio.
È da qui che prende forma il primo Green Day, una giornata che unisce visione e azione, pianificazione e partecipazione, e che rende evidente l’impegno dell’amministrazione comunale nel costruire un modello di sviluppo sostenibile.
Il Green Day è il culmine del percorso partecipativo “Verde Riccione”, sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna e allo stesso tempo l’avvio di un appuntamento annuale. Un progetto condiviso con associazioni di categoria, ordini professionali e realtà ambientaliste, con l’obiettivo di ridurre il consumo di suolo e promuovere la rigenerazione dell’esistente, migliorando la qualità dell’aria e il benessere di cittadini e visitatori.
La giornata si è aperta questa mattina al Palazzo del Turismo con i saluti della sindaca Daniela Angelini che ha così esordito così “ Oggi celebriamo un percorso che parla di futuro, di responsabilità e di una visione precisa di città: una Riccione che cresce mettendo al centro l'ambiente, la qualità della vita e il benessere delle persone. Il verde, le alberature, gli ecosistemi fluviali non sono più elementi marginali, ma diventano infrastrutture fondamentali”.
Un momento centrale della mattinata è stato dedicato alla presentazione delle strategie concrete che stanno ridisegnando il futuro ambientale della città. L’assessore all’Urbanistica, rigenerazione urbana e ambiente Christian Andruccioli ha evidenziato come la tutela dell’ambiente sia oggi un elemento strutturale della pianificazione urbana e non più un aspetto accessorio.
“La sfida dei prossimi anni - ha spiegato Andruccioli - è riprogettare in modo organico il verde di Riccione. Questa amministrazione sta lavorando in modo intenso e con strumenti puntuali e strutturati, mettendo al centro la sicurezza del patrimonio arboreo. Lo stiamo facendo attraverso controlli mirati, un censimento aggiornato e un piano di ripiantumazioni sostenuto da nuove risorse e investimenti. È un cambio di passo concreto rispetto al passato che si inserisce nel nuovo Piano urbanistico generale: uno strumento con cui vogliamo guidare in maniera consapevole e responsabile lo sviluppo della città nei prossimi decenni, migliorando sicurezza e la qualità della vita dei cittadini e dei nostri visitatori.”
A seguire, la lectio magistralis del professor Francesco Ferrini per approfondire il tema della rigenerazione urbana come ripensamento profondo dello spazio cittadino: suolo, acqua, alberi, mobilità e salute come elementi interconnessi da integrare in una pianificazione capace di guardare al lungo periodo.
Diversi gli interventi dei tecnici impegnati sul territorio. L’agronomo Lorenzo Monti di Studio Verde ha presentato il progetto di trasformazione del torrente Marano in un corridoio ecologico sempre più vitale, capace di connettere habitat, aumentare la biodiversità e restituire qualità ambientale a un asse strategico della città.
Christian Guidi, dottore forestale, ha illustrato le innovative “Tiny Forests”, piccoli ecosistemi urbani ad alta densità vegetale in grado di migliorare la qualità dell’aria e mitigare gli effetti del cambiamento climatico, l’architetto Filippo Piva ha infine presentato l’intervento di rigenerazione sostenibile dei Giardini Montanari, esempio concreto di come gli spazi pubblici possano essere ripensati in chiave ecologica, diventando luoghi più vivibili, inclusivi e resilienti.
Spazio anche alla tutela della biodiversità negli edifici con Lipu e Monumenti Vivi Rimini e la consegna di una targa "Casa amica dei balestrucci" a una coppia di cittadini quale esempio virtuoso di convivenza con le altre specie viventi. Intervenuto il vicepresidente della regione Emilia Romagna con delega allo Sviluppo economico e green economy, Vincenzo Colla.
I “Custodi del Tesoro”: il nido di tartaruga e l’impegno della comunità
Nel pomeriggio, al Samsara Beach nella zona Marano, il Green Day si sposterà in uno dei simboli più concreti dell’impegno ambientale della città: il progetto “Nido Riviera Riccione”.
Per la prima volta una tartaruga Caretta caretta ha scelto la costa riccionese per deporre circa ottanta uova nella notte tra il 23 e il 24 giugno 2025 destinate a svilupparsi nel corso dell’estate. Da quel momento è iniziata una straordinaria mobilitazione della comunità. I volontari della Fondazione Cetacea si sono alternati giorno e notte per settimane nella sorveglianza del nido, garantendo un presidio costante e svolgendo un ruolo fondamentale di tutela e informazione nei confronti di cittadini e turisti. Il loro compito è stato delicato e prezioso: proteggere il sito da possibili disturbi, accompagnare il lavoro scientifico e assicurare che il ciclo naturale di incubazione potesse svolgersi nelle migliori condizioni possibili.
I numeri raccontano la portata dell’impegno: 83 giorni di monitoraggio continuo, 1.992 ore di presidio, 356 volontari coinvolti e 38 tartarughine nate e accompagnate in mare in sicurezza. Durante la giornata, la Fondazione Cetacea ha presentato un video per documentare tutte le fasi del progetto e con l’amministrazione comunale sono stati consegnati ad oltre cento volontari presenti in rappresentanza di tanti altri colleghi operativi la scorsa estate, gli attestati di “Custodi del Tesoro”: un riconoscimento per il senso civico e la responsabilità ambientale dimostrati.

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