Opinioni 16:14 | 20/01/2026 - Dall'Italia

La Metafisica pazzerella di De Chirico a Modena. La Metafisica pazzerella di Meloni a Tokyo

La mostra “Giorgio de Chirico. L'ultima Metafisica” al Palazzo dei Musei di Modena, fino al prossimo 12 aprile, ricorda negli intenti la foto caricaturale postata sui social da Giorgia Meloni in compagnia del Primo Ministro Takaichi-Sanee, durante la sua visita in Giappone. Manichini senza vita a modi cartoon, accesi di colore, in un momento gioioso, festoso, in cui a qualcuno evidentemente “è partita la trebisonda”. Meloni come De Chirico, “una metafisica” in vena di fare la pazzarella. Ed è esattamente questo che il burbero Giorgio si concede negli ultimi dieci anni della sua vita artistica e umana. Riprende la sua concezione metafisica del mondo, adornandola con presenze innovative e Pop Art; tutto al passo con i tempi. E' un artista svecchiato e pazzerello quello che rieccheggia tra le stanze modenesi, e travalica i confini del suo tempo. Se negli anni '10, '20, '30 del Novecento è diventato il padre del Surrealismo attraverso le sue muse, i cavalli in riva al mare, le piazze vuote, i manichini con le statue greche, gli interni strapieni di oggetti; in seguito ha maturato stili diversi. Per poi tornare, a modi Figliol Prodigo (tema a lui caro), nel decennio 1968-1978, un pò figlio di se stesso. Il De Chirico dei primi del Novecento ha avuto una rivelazione, ma il corollario di quella intuizione è stata celarla ermeticamente, per poi farla esplodere in una modernità dove trapela la felicità godereccia del pittore. E lo fa introducendo, accanto ai suoi moduli classici privi di vita, delle innovazioni divertenti; come sagome nere ritagliate, oppure mobili che sembrano coriandoli. “Bisogna scoprire il demone in ogni cosa” era il suo primo comandamento; quando però era giovane, ma vecchio. Ora, a Modena, ringalluzzito, De Chirico sbarella, gioca, gode, se la fà e se la ride. Come la Meloni, ringalluzzita, a Tokyo. Uguale.

SB

Cronaca