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Opinioni 15:41 | 16/04/2021 - Cattolica

Polo commerciale Conad, le richieste di Legambiente Valmarecchia

"I territori hanno necessità di preservare il suolo, dobbiamo limitare al massimo la cementificazione di aree che ancora mantengono terreno vergine. La vision di una città deve preservare, valorizzare ed aumentare le aree verdi ed il patrimonio arboreo, migliorando il tessuto edilizio con operazioni di riqualificazione di aree degradate o abbandonate. Purtroppo sul nostro territorio, come in tutta l’Emilia Romagna, la realizzazione di nuovi nuovi supermercati e centri commerciali avviene quasi sempre su suolo vergine, invece di attivare operazioni di rigenerazione urbana.  Una responsabilità dunque delle amministrazioni, che non stanno attuando una adeguata politica per indirizzare le aziende verso la rigenerazione, varando varianti ai piani comunali per permettere lo sfruttamento delle aree. Ma le responsabilità sono forti anche sul lato dei proponenti, con un atteggiamento spesso predatorio dei grandi gruppi “immobiliari”, che puntano a insediarsi dove il terreno è “pronto all’uso” nel minor tempo possibile. Innescando una competizione al ribasso tra Comuni per incamerare gli oneri urbanistici e/o per le promesse dei posti di lavoro.

Come evidenziato dal dossier “Logistica e Commerciale, nemici del suolo”, presentato il 5 dicembre 2020 da Legambiente Emilia Romagna, anche il polo commerciale di Cattolica, rientra tra le pratiche nemiche del clima. Apprendiamo favorevolmente che la Provincia di Rimini ha avanzato preoccupazioni sull’impatto ecologico dell’operazione, avallando alcune richieste del “Comitato Macanno Cattolica”, come la riduzione dei parcheggi, la continuità di percorsi ciclabili/pedonali ed il distanziamento della ritombinatura del fosso Vivare per salvare i 15 tigli di via Indipendenza.

Come richiesto dalla Provincia di Rimini, chiediamo alla società che investirà nell’area di attivare tutte le azioni per rendere l’operazione più sostenibile possibile, utilizzando fonti rinnovabili (pannelli solari), limitando i consumi (luci al LED e strumentazioni poco energivore), favorendo la mobilità sostenibile (stalli bici) ed attivando tutte le migliori azioni per rendere la struttura il più possibile ad impatto “zero”.

Per questo riteniamo che se l’operazione immobiliare va fatta, almeno rispetti i limiti imposti dal PSC, consentendo l’edificazione massima di 2300 mq, aumentando la superficie a verde, questo sarebbe un segnale di attenzione per il territorio e dei suoi abitanti".

Legambiente Valmarecchia