L’attore premio Oscar che ha attraversato sette decenni di cinema senza mai cedere al clamore, trasformando il silenzio in forza scenica. Il cinema perde una di quelle presenze che non avevano bisogno di imporsi per essere dominanti.
Robert Duvall se n’è andato con la stessa discrezione che ha sempre accompagnato la sua carriera: senza clamore, senza eccessi, lasciando dietro di sé un’eredità immensa. Un Oscar, una voce mai urlata, uno sguardo capace di riempire la scena. Duvall apparteneva a quella rara categoria di attori che non interpretano semplicemente un personaggio, ma lo abitano. Lo rendono vero. Inevitabile. Il grande pubblico lo ricorda come Tom Hagen ne Il Padrino, il consigliere dei Corleone: misura, lucidità, controllo assoluto. Un personaggio che viveva più nei silenzi che nelle parole.
Francis Ford Coppola lo aveva intuito subito: “Può riempire la scena anche solo con lo sguardo.”
Poi il colonnello Kilgore di Apocalypse Now, figura magnetica e disturbante, sospesa tra ironia e follia. Una delle interpretazioni più iconiche della storia del cinema, consegnata all’immaginario collettivo da una battuta diventata leggenda: “Mi piace l’odore del napalm al mattino.”
Duvall non era mai prevedibile. Drammatico, ironico, spietato, fragile.
Nel 1983 conquista l’Oscar come miglior attore protagonista per Tender Mercies – Un tenero ringraziamento, dando vita a un ex musicista alcolizzato di struggente umanità. Per il ruolo impara a suonare la chitarra da zero, confermando quella disciplina quasi ossessiva che ha sempre guidato il suo lavoro.
Perché Robert Duvall non ha mai cercato il glamour. Ha cercato la verità.
Considerato uno dei più grandi attori statunitensi di tutti i tempi, ha costruito una carriera attraversando teatro, televisione e cinema con una coerenza rara. Un interprete capace di incarnare, film dopo film, le contraddizioni più profonde dell’America. Un attore rigoroso, metodico, essenziale.
Robert Duvall non apparteneva al rumore di Hollywood. Apparteneva alla sostanza del cinema.
Premi & Riconoscimenti
Premio Oscar — Miglior Attore Protagonista
Tender Mercies – Un tenero ringraziamento (1983)
Sei candidature agli Academy Awards
Quattro Golden Globe
Due Emmy Awards
Screen Actors Guild Award
BAFTA Award
Robert Duvall ci lascia ciò che solo i grandi attori sanno lasciare: non il ricordo di un volto, ma la memoria di una presenza. E nel cinema, le presenze vere non scompaiono mai.
Marco Signorile

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