Politica 12:31 | 06/09/2026 - Romagna

Accordo Pa, Fnps-Cdls: Bene gli aumenti ai lavoratori, ma quando tocca ai pensionati?

La Federazione Nazionale Pensionati CDLS accoglie con favore l’Accordo ponte sottoscritto da Governo e organizzazioni sindacali per i dipendenti della Pubblica Amministrazione e per i salariati dell’Azienda Autonoma di Stato di Produzione. Un’intesa che riconosce, almeno in parte, la necessità di difendere il potere d’acquisto dei lavoratori di fronte all’aumento del costo della vita.

Ma proprio questo risultato rende ancora più evidente una questione che non può essere rinviata: e i pensionati sammarinesi?

"Se è giusto intervenire sui salari per recuperare almeno una parte del potere d’acquisto perso – sottolinea la FNPS-CDLS – lo stesso principio deve valere per le pensioni. Non possono essere sempre i pensionati a rimanere esclusi dagli adeguamenti, mentre il costo della vita continua ad aumentare".

Con un’inflazione che nel mese di luglio ha raggiunto il 3,2%, la rivalutazione del 2,20% prevista dalla legge del 2022 - piena per la pensioni più basse, decrescente all’aumentare dell’importo - non è più sufficiente a garantire la tenuta del potere d’acquisto

Il risultato è una progressiva erosione del valore reale delle pensioni che, anno dopo anno, rischia di diventare strutturale.

"Non possiamo accettare che si consolidi una distanza sempre maggiore tra chi è ancora al lavoro e chi ha concluso il proprio percorso professionale. La pensione non è un privilegio né una forma di assistenza: è reddito maturato attraverso anni di lavoro e contribuzione e deve essere tutelato dall’inflazione".

La situazione è diventata ancora più pesante nel 2026. Secondo la FNPS-CDLS, gli effetti della riforma fiscale hanno infatti determinato per numerosi pensionati una riduzione del reddito netto disponibile, colpendo in particolare anche molti ex lavoratori frontalieri.

Nel frattempo, dall’inizio dell’anno sono stati rinnovati importanti contratti collettivi – dal commercio ai servizi, dall’edilizia alle assicurazioni – con incrementi salariali che arrivano fino al 3%. A questi si aggiunge ora l’accordo per il settore pubblico.

È positivo che i salari tornino a crescere. Ma non è socialmente sostenibile che, mentre si recupera potere d’acquisto per chi lavora, chi è in pensione continui a perderlo.

Una preoccupazione che emerge anche tra gli stessi pensionati, che sui social, commentando l’accordo per la Pubblica Amministrazione, pongono una domanda semplice: "Quando toccherà a noi?"

Per la FNPS-CDLS è arrivato il momento di dare una risposta concreta.

La progressiva divaricazione tra redditi da lavoro e redditi da pensione rischia infatti di produrre un ulteriore impoverimento delle famiglie sammarinesi. Le pensioni non sostengono soltanto chi le percepisce. Sempre più spesso rappresentano un elemento di stabilità economica per interi nuclei familiari, contribuendo ad aiutare figli e nipoti alle prese con lavori precari, salari bassi, affitti e un costo della vita sempre più elevato.

"In molte famiglie sono proprio i pensionati a svolgere, nei fatti, una funzione di ammortizzatore sociale. Non possiamo chiedere loro di continuare a sostenere le nuove generazioni mentre il valore reale della loro pensione diminuisce".

Per questo la FNPS-CDLS chiede che la rivalutazione delle pensioni torni al centro dell’agenda politica e del confronto con le parti sociali, superando il meccanismo previsto dalla legge 157/2022 e senza attendere il 1 gennaio 2028 per individuare un meccanismo capace di garantire una maggiore tutela rispetto all’andamento reale dell’inflazione.

Per questo i quasi dieci mila pensionati sammarinesi chiedono che venga riconosciuto il valore di una vita di lavoro: è una questione di dignità, equità e giustizia sociale.

 

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