Politica 18:12 | 13/10/2026 - Romagna

Aeffe, Petitti (PD): «Preoccupazione per gli stipendi dei lavoratori e per il futuro della moda riminese»

«La crisi di Aeffe assume contorni sempre più preoccupanti. Non è in gioco soltanto il futuro di centinaia di lavoratrici e lavoratori, ma quello di un intero comparto produttivo strategico per l'economia della provincia di Rimini. La notizia che l'azienda non avrebbe la liquidità necessaria per garantire gli stipendi e anticipare la cassa integrazione rende la situazione ancora più grave e richiede risposte immediate».

Lo dichiara Emma Petitti, vicesegretaria regionale del Partito Democratico dell'Emilia-Romagna e consigliera regionale, commentando la richiesta di cassa integrazione straordinaria per 389 dipendenti del gruppo Aeffe, di cui 289 a San Giovanni in Marignano e 100 a Milano.

«Dopo l'annuncio di 221 esuberi e l'avvio delle procedure di licenziamento per 120 lavoratori, siamo di fronte a una vertenza che non può essere lasciata all'incertezza. La prima urgenza è garantire il reddito delle famiglie coinvolte, insieme alla salvaguardia dei posti di lavoro e della continuità produttiva. Non è accettabile che siano ancora una volta i lavoratori a pagare il prezzo della crisi».

«Aeffe rappresenta un patrimonio industriale e professionale costruito in decenni di lavoro. La sua crisi rischia di coinvolgere anche fornitori, piccole imprese e l'intera filiera della moda riminese. Perdere queste competenze significherebbe impoverire in modo permanente il nostro territorio.

L'offerta di Oxy Capital da 115 milioni di euro deve essere accompagnata da un piano industriale credibile, con investimenti e garanzie occupazionali precise. Occorre inoltre chiarire rapidamente le condizioni del finanziamento ponte da 7 milioni di euro e assicurare gli strumenti necessari per garantire il reddito dei dipendenti.

Regione e Governo devono intervenire con urgenza, insieme alle organizzazioni sindacali, per evitare che la crisi finanziaria si trasformi in un disastro occupazionale. La provincia di Rimini non può permettersi di perdere un altro pezzo della propria industria manifatturiera. Difendere Aeffe significa difendere il lavoro e il futuro della moda nel nostro territorio».

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