"L'inchiesta sulla Rimini Calcio è opportuna, doverosa e mette in luce una situazione che in città era stata chiara dal primo minuto: le figure ambigue, poco trasparenti e con un passato preoccupante che avevano rilevato la società biancorossa nell’agosto 2025 non erano interessate al futuro del calcio riminese e ai suoi tifosi quanto piuttosto ad affari di altra natura.
In questa vicenda va rilevato che l’unica barriera all’ingresso per questi personaggi non sono stati i controlli del mondo del calcio ma l’opposizione feroce di tifosi e di una parte consistente della città; anticorpi sociali e legalitari del nostro territorio che vanno evidenziati con orgoglio.
Sulla vicenda delle infiltrazioni criminali nel mondo dello sport e citando il caso emblematico della Rimini Calcio nello scorso gennaio avevo presentato un’interrogazione al ministro dello sport Abodi evidenziando come i controlli previsti risultassero insufficienti e chiedendo controlli sistematici e rafforzati delle società sportive professionistiche che cambiano proprietà, valutando strumenti di trasparenza finanziaria, controllo patrimoniale e audit più incisivi, in modo da impedire che venissero utilizzate per favorire infiltrazioni della criminalità organizzata nell'economia legale.
Nel mondo del calcio quando una nuova proprietà intende rilevare una società professionistica c’è una domanda che più di ogni altra dovrebbe trovare una risposta convincente: perché lo fate? Il vero tema non sono gli obiettivi e i soldi a disposizione ma le motivazioni; se queste sono opache e poco credibili allora sarà evidente chi ci troveremo di fronte.
L’auspicio è ora che l’indagine metta in luce le responsabilità di chi ha preso in giro la città e la passione dei tifosi e che per la Rimini Calcio si apra una nuova pagina, un nuovo futuro, che non prescinda dal legame con il territorio e dalla passione autentica per i colori biancorossi”.
Così in una nota il senatore del Movimento 5 Stelle Marco Croatti

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