Cronaca 12:51 | 27/07/2026 - Rimini

Ruba il cellulare nel ristorante e poi chiede il riscatto per riconsegnarlo. Cittadino straniero arrestato dalla Polizia di Stato per tentata estorsione

Nella serata del 26 luglio u.s., personale dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura ha tratto in arresto un ragazzo tunisino, resosi responsabile del reato di tentata estorsione.

Nello specifico, intorno alle ore 22.00, circa la locale Sala Operativa inviava una volante in un locale di Marina Centro, in quanto il richiedente riferiva che all’interno vi era un soggetto in possesso del telefono aziendale del ristorante di cui era Direttore. Nel pomeriggio della stessa giornata, infatti, intorno alle 17.30/17.40 circa, un soggetto di etnia nordafricana faceva ingresso nel ristorante di cui sopra, all’interno del quale prelevava un telefono cellulare.

La dipendente riferiva di aver notato un soggetto, con carnagione olivastra, trasandato, con pantaloncino nero, ciabatte e telo mare al seguito, che con fare sospetto si aggirava nei pressi del banco cassa. 

Successivamente, alle ore 20.00 circa, dal cellulare aziendale giungeva una telefonata al manager del locale, al quale il mittente proferiva frasi sconnesse ed incomprensibili con un accento tipico nordafricano; in sottofondo si udiva un rumore d’ambiente compatibile con della musica ad alto volume. 

Rendendosi conto della situazione, il manager notiziava immediatamente dell’accaduto il direttore del ristorante, il quale richiamava il numero da cui era giunta la telefonata, ovvero l’utenza aziendale, per interfacciarsi con chi in quel momento era in possesso del cellulare. Alla chiamata, l’interlocutore rispondeva riferendo di trovarsi in spiaggia e sin da subito formulava una richiesta estorsiva, intimando che il telefono l’avrebbe restituito solo dietro corresponsione di una somma di denaro. 

Il Direttore, intuendo la situazione, acconsentiva alla richiesta di denaro, e concordava con il soggetto un luogo d’incontro per effettuare lo scambio. In esecuzione di quanto stabilito, i due individuavano il locale dove far avvenire lo scambio. All’appuntamento in questione era presente anche la dipendente che nel pomeriggio aveva notato l’uomo che si era aggirato intorno al bancone, che nefavoriva il riconoscimento.

Dopo qualche istante giungevano sul posto anche gli agenti, che sulla base del riconoscimento certo avvenuto da parte della ragazza, provvedevano a fermare il soggetto straniero. 

Alla luce di quanto emerso, l’uomo veniva identificato e sottoposto a perquisizione, a seguito della quale veniva rinvenuto il cellulare oggetto di estorsione. Da un primo controllo, si accertava altresì che le chiamate memorizzate del telefono corrispondevano a quelle sopra descritte.

In considerazione dei fatti accaduti, l’uomo veniva accompagnato in Questura per gli adempimenti del caso, dai quali emergeva essere un pluripregiudicato per reati contro il patrimonio, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e reati contro la Pubblica Amministrazione. Lo straniero veniva arrestato per tentata estorsione in attesa della direttissima che si terrà nella giornata odierna.

Si ricorda che nei confronti delle persone indiziate e imputate vige la “presunzione di innocenza”.

 

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