Dopo la sentenza del Consiglio di Stato del gennaio 2025 su Mutonia, il Comune di Santarcangelo ha proceduto come di dovere e inviato la notifica dell’ordinanza di demolizione ai soggetti interessati. Di fronte alla sua inottemperanza ha quindi comunicato la mancata esecuzione dell’ingiunzione alla Regione Emilia-Romagna, in quanto trattasi di terreno demaniale.
La stessa Regione, proprietaria dell’area, come si legge nella risposta all’Amministrazione comunale ritiene che “ricorrano i presupposti per verificare l’esistenza o meno di prevalenti interessi pubblici che ostino alla demolizione dell’insediamento, nell’ambito di una Conferenza di servizi semplificata ai sensi degli artt. 14 bis ss L. n. 241 del 1990”. Questo in ragione dei “potenziali profili di valore culturale dell’insediamento soggetto all’ordine di ripristino già rilevati dagli Uffici ministeriali e condivisi dal Settore Patrimonio Culturale”.
La Regione Emilia-Romagna ha quindi invitato “l’Amministrazione comunale di Santarcangelo a procedere all’indizione di detta conferenza di servizi, anche in suo nome e per suo conto a norma dell’articolo 14, comma 2, secondo periodo, della legge n. 241 del 1990”.
L’Ente ha quindi esplicitando che “L’indizione della Conferenza dovrà prevedere il coinvolgimento di tutti gli Enti preposti alla tutela degli interessi urbanistici, culturali, paesaggistici, ambientali e di rispetto dell’assetto idrogeologico che appaiono rilevanti nel caso di specie”.
Alla luce di questa richiesta della Regione, il Comune di Santarcangelo ha provveduto all’indizione e dato avvio all’utilizzo di questo strumento particolarmente utile per l’approfondimento con tutti i soggetti interessati e deputati a pronunciarsi nel merito.

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