“Niente è più lontano dal Partito Democratico della posizione della premier Meloni sui bambini: noi partiamo dall’idea che le persone sono tutte uguali e con gli stessi diritti fondamentali, per lei i diritti fondamentali non li hanno nemmeno i più piccoli e innocenti. Cui va limitato addirittura l’accesso alle nostre scuole. Incredibile. Per fortuna il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, come sempre ancora di garanzia in questo panorama di governo desolante, è intervenuto immediatamente per evidenziare che la scuola prepara tutti e non solo è aperta a tutti come disposto dall’articolo 34 della Costituzione, ma è la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia che sono figli di emigrati. E’ la scuola il primo esempio di società complessa che vivono bambine e bambini ed è la scuola che deve aiutare a superare i muri dell’indifferenza e della incomunicabilità. A non formare ghetti”. Così la segretaria del Pd Santarcangelo Paola Donini all’indomani dell’annuncio della premier, ricordando: “A Santarcangelo abbiamo un pensiero talmente opposto a quello della Meloni che già quattro anni fa, il 29 settembre 2022, il Consiglio Comunale approvò la mozione presentata dal gruppo consiliare del Pd per modificare l’articolo 2 dello Statuto Comunale e includere lo Ius Scholae. Una richiesta che ovviamente non si poteva sostituire all’assenza dello Stato, ma voleva porre l’attenzione, attribuendo la cittadinanza onoraria a questi bambini, la volontà di farli sentire uguali a tutti gli altri, perché lo sono. Se qualcuno non parla italiano ci vogliono infatti più insegnanti, non bambini spostati dalle loro classi. La modifica fu poi sancita in consiglio con il voto favorevole della sola maggioranza nel febbraio 2024, perché crediamo sia fondamentale che i bambini siano trattati tutti allo stesso modo e che caso di difficoltà di qualunque tipo si debba investire sulnumero degli insegnanti, su migliori strutture, un maggior sostegno più investimenti, non certo con le classi differenziali o i ghetti etnici”.
Donini allarga quindi la prospettiva. “Il voler separare i bambini è purtroppo comune all’estrema destra e lo si vede sul piano internazionale, dove si respira una bruttissima china: nel piccolo land tedesco in cui ha vinto l’Afd si comincia separando i normo dotati dai portatori di handicap, qui separando i bambini italiani da quelli con genitori stranieri. Noi crediamo invece che la scuola pubblica e universale sia una conquista preziosissima che aiuta a realizzare gli obiettivi di comprensione e convivenza nella sua complessità e ricchezza, senza alimentare paure, diffidenze e ghetti. E’ insieme che si risolvono i problemi, si valorizzano le capacità individuali, ci si aiuta reciprocamente, nascono amicizie La nostra Costituzione, che è il nostro faro, dice all’articolo 3 che è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di diseguaglianza e non alimentarli con ulteriori barriere ad hoc. Per riuscirvi servirebbero più docenti e meglio pagati, più strutture, più investimenti e non “tagli umani”: la cattiveria gratuita persino sui bambini avremmo voluto non vederla mai”.

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