Da ciò che si apprende dagli organi di informazione e dal sito Internet del Comune di Riccione, la prossima settimana saranno pubblicati i primi bandi per il rinnovo delle concessioni demaniali marittime. Tali bandi saranno modellati su linee guida varate dalla Giunta.
Una questione di metodo | In primo luogo si è arrivati a queste determinazioni senza alcun confronto preventivo con i soggetti portatori di interessi generali; su queste procedure da tempo FILCAMS CGIL Rimini aveva chiesto uno specifico tavolo che non è mai stato attivato. Ci si potrebbe pertanto chiedere come si sia valutato il bilanciamento degli interessi in campo e dei criteri, senza che si siano sentite le parti sociali coinvolte, in primis chi rappresenta il lavoro.
Il merito della questione | Al netto delle pur rilevanti questioni metodologiche, dalle dichiarazioni rilasciate dalla Sindaca Daniela Angelini, dall’Assessore Christian Andruccioli e dalla Dirigente Cinzia Farinelli, sembrerebbero non emergere quegli elementi sociali di adeguata tutela della continuità e qualità occupazionale. Infatti da sempre la richiesta di FILCAMS CGIL è quella di inserire nei bandi di gara specifiche clausole volte a garantire il diritto di precedenza nelle assunzioni stagionali e la continuità occupazionale di eventuali lavoratori a tempo indeterminato, oltre a valorizzare le professionalità e competenze attualmente presenti negli organici. Tuttavia, dal momento che le citate linee guida varate dalla Giunta non sono state ancora formalmente rese note, FILCAMS CGIL si riserva una successiva valutazione di merito e pertanto ne sollecita la loro pubblicazione.
Pur consapevoli che questi primi bandi riguardano delle zone di solo arenile, ovvero spazi demaniali destinati al posizionamento di ombrelloni e attrezzature leggere, non escludiamo che possano comunque esservi coinvolti lavoratori. In ogni caso questa partita rappresenta la prova generale di quelle che saranno le gare relative al complesso delle concessioni demaniali del Comune di Riccione; in tal senso l’approccio portato avanti fino ad oggi dall’Amministrazione comunale non è certamente il miglior presupposto per garantire la qualità del lavoro e dell’offerta turistica balneare.

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