Salute 17:08 | 03/06/2026 - Rimini

Cinque posti notturni per chi vive in strada con dipendenze attive per ridurre gli accessi impropri al Pronto Soccorso

Nel Distretto di Rimini prende avvio il progetto "Accoglienze Notturne per persone con dipendenze attive e in condizione di grave marginalità", un'iniziativa della durata di dodici mesi che mette a disposizione cinque posti di accoglienza notturna per adulti in grave emarginazione, privi di una sistemazione stabile e segnalati dai presidi sanitari territoriali. L'intervento nasce per rispondere a una criticità concreta e documentata: la difficoltà di garantire una risposta immediata alle persone senza dimora che, in condizioni di uso attivo di alcol o sostanze, si trovano a non avere alcuna alternativa alla strada.

I dati del territorio restituiscono la dimensione del fenomeno. Nel 2025 il centro servizi per il contrasto alla povertà ha accolto 284 persone, con 714 accessi complessivi ai servizi. I centri di prima accoglienza hanno registrato numeri significativi: il Centro Operativo Caritas ha ospitato 353 persone per oltre 4.900 notti, il progetto Michel Roland ha accolto 235 persone in pronta accoglienza e 48 in percorsi di semi-autonomia.

È il Pronto Soccorso, tuttavia, a costituire il punto di osservazione più critico. Gli accessi notturni ripetuti - legati a stati di intossicazione, crisi acute o alla semplice necessità di un riparo - e le difficoltà nella fase di dimissione, in assenza di soluzioni abitative o reti di supporto, generano un ciclo difficile da interrompere: ritorno immediato in strada e nuovi accessi a breve termine. A complicare ulteriormente il quadro, la presenza frequente di doppia diagnosi e la difficoltà strutturale di garantire continuità tra intervento sanitario e risposta territoriale.

Il progetto intende spezzare questo ciclo. Alla segnalazione da parte del Pronto Soccorso o del Servizio per le Dipendenze (SerD), un operatore qualificato raggiunge direttamente il presidio sanitario e accompagna la persona nella struttura di accoglienza, dove trova pernottamento, igiene personale, ristoro e un presidio educativo e relazionale. Quest'ultimo elemento è considerato qualificante: costruire un rapporto di fiducia con persone che presentano elevata fragilità e scarsa adesione ai percorsi di cura tradizionali è il presupposto per orientarle verso i servizi competenti - SerD, servizi sociali, strutture di accoglienza.

Tra i risultati attesi figurano la riduzione della pressione sul Pronto Soccorso nelle ore notturne, il rafforzamento della collaborazione tra servizi sanitari, sociali e Terzo Settore e una gestione più efficace delle situazioni di marginalità estrema. Il progetto, finanziato con 45 mila euro, individuerà il soggetto attuatore tramite procedura di coprogettazione pubblica, valorizzando le esperienze già radicate sul territorio.  È previsto un monitoraggio semestrale per verificare i risultati e valutare l'eventuale prosecuzione oltre il periodo iniziale.

 

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