Cronaca 13:55 | 06/05/2026 - Rimini

Ariminensis: un appello dalla città per salvare il centro storico

Il centro storico di Rimini sta vivendo una fase sempre più critica: negozi che chiudono, locali sfitti in aumento e una progressiva perdita di attrattività. Non è solo un problema economico, ma una questione che riguarda la qualità della vita, la sicurezza e l’identità stessa della città.

L’associazione Ariminensis lancia un appello chiaro: servono interventi concreti e immediati. !Non bastano solo analisi, tavoli teorici o iniziative sporadiche - si legge in una nota - Il commercio si salva con scelte rapide, coraggiose e coordinate. Le difficoltà sono sotto gli occhi di tutti. I commercianti faticano a sostenere costi sempre più elevati, tra affitti, utenze e pressione fiscale. I proprietari si trovano con immobili vuoti e costi fissi da sostenere. I cittadini, nel frattempo, vivono un centro sempre meno vitale e sempre più difficile da frequentare.

Per questo Ariminensis propone un pacchetto di misure concrete; 

È necessario partire dalla leva fiscale, con una riduzione della TARI e delle imposte locali per le attività in difficoltà, affiancata da incentivi per chi decide di aprire nuove attività nei locali sfitti. Parallelamente, va promosso un accordo tra Comune, proprietari e associazioni per rendere gli affitti più sostenibili, favorendo contratti equilibrati e di lungo periodo. Un nodo centrale è quello dell’accessibilità. Oggi raggiungere il centro è spesso complicato e scoraggiante. Servono parcheggi agevolati o gratuiti per chi acquista, insieme a un deciso potenziamento del parcheggio Gramsci, rendendolo più funzionale e collegato al cuore della città. Allo stesso tempo, è indispensabile rivedere il sistema degli accessi, rendendolo realmente efficace anche per categorie come tassisti e clienti, oggi penalizzati.

Accanto a questo, è fondamentale riportare persone nel centro storico. Il commercio vive solo se c’è presenza. Servono eventi veri, continuativi e distribuiti durante tutto l’anno, non iniziative isolate. In questo contesto va rilanciato con decisione anche il filone degli eventi legati alla moda, con sfilate e fashion night capaci di valorizzare i negozi e creare attrattività. Nel contempo i mercatini devono essere ripensati e distribuiti non solo nelle piazze, ma anche – e soprattutto – nelle vie laterali, un tempo centrali per la presenza di negozi autorevoli.Sarebbe  fondamentale costruire questi percorsi precisi che accompagnino cittadini e visitatori alla scoperta di vie e vicoli del centro storico, restituendo vitalità anche alle zone oggi meno frequentate.

Non meno importante è il tema della sicurezza e del decoro urbano. Oltre le telecamere e controlli  più illuminazione, maggiore pulizia e cura degli spazi pubblici sono condizioni essenziali per rendere il centro nuovamente frequentato e vivibile.

Sul fronte operativo, è indispensabile semplificare la burocrazia: chi vuole aprire un’attività deve poter contare su tempi certi, procedure snelle e un unico punto di riferimento; inoltre attivare  un tavolo permanente con commercianti e associazioni, per monitorare costantemente la situazione e intervenire in modo tempestivo".

Ariminensis sottolinea l’importanza di sostenere l’innovazione: "servono strumenti concreti per aiutare i commercianti a sviluppare la presenza digitale, tra social, e-commerce e servizi di consegna. Va poi costruita una vera campagna coordinata “Compra a Rimini”, capace di promuovere il commercio locale in modo strutturato, anche online. Spazio anche alla valorizzazione delle botteghe storiche e dell’artigianato, elementi identitari della città, e all’utilizzo dei locali sfitti per temporary shop e giovani imprese, così da ridare dinamismo al tessuto commerciale. Infine, è necessario creare una connessione reale tra turismo, eventi e commercio, attraverso promozioni dedicate e strategie integrate che portino benefici concreti alle attività del centro. Il tempo delle analisi è finito – sottolinea Ariminensis –. Serve un piano urgente per ridare vita al centro storico. Il commercio non si salva con parole e convegni, ma con decisioni rapide, concrete e misurabili.”

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