Caro Diario, la prima pagina del 2026 si intitola Fai Bene.
Era il 2015, anno quinto del primo regno Gnassiano. A palazzo Chigi sedeva la guida politica/spirituale Matteo Renzi. Un governo amico, nuovo e giovane proprio come l’amministrazione Riminese. Sull’onda dell’entusiasmo, lanciato nella campagna elettorale 2016 che lo vedrà nuovamente vincitore, l’allora sindaco riminese decise che Rimini Nord doveva avere una scuola elementare tutta nuova, moderna, con palestra e mensa, 2 cicli di studi, che andasse a sostituire le scuole di Orsoleto, Rivabella, Torre Pedrera con un istituto moderno costruito per i bambini del futuro.
Dove decise di farlo? Ovviamente in mezzo al niente, in una strada mortale, senza collegamento autobus, impossibile da raggiungerla in bicicletta, senza socialità, senza abitato intorno, confinante con un centro ambiente.
Insomma, il posto perfetto per costruire prima una scuola e poi il centro abitato, quasi una Viserba 2 di berlusconiana memoria. Così fu messa nel primo bilancio utile: anno 2016, 8.5 milioni di euro, subito candidata al finanziamento creato dal suo mentore politico toscano nella legge di bilancio nazionale n.232 del 11/12/2016 (ultimo atto del governo Renzi, che il giorno dopo lascio il posto al comunque fraterno Paolo Gentiloni), reso esecutivo tramite il DPCM del 27/10/17 poi recepito dalla regione tramite delibera della regione ER 609 del 23/4/2018. L’iter legislativo prevedeva un finanziamento di 5.5 milioni di euro da parte di Inail, con progettazione a carico del comune.
Nei tempi della burocrazia capitano imprevisti e così arrivo la tempesta perfetta: Covid e calo della natalità. Una lezione importante da imparare: non ha senso centralizzare tutti i servizi in un solo posto se poi devi garantire il distanziamento, non serve a molto progettare una nuova scuola che nessuno andrà ad usarla, a meno che insieme a quella non costruisci anche nuovi appartamenti per attrarre nuovi bambini. Una scelta che qualsiasi maggioranza politica avrebbe dovuto rivedere e invece niente, perché se la decisione è arrivata dal più grande sindaco che la nostra città abbia avuto, deve essere portata avanti costi quel che costi.
Così, ignorando l’aumento dei prezzi di costruzione causati dalla bolla del 110%, la scuola rimane nel bilancio sempre con la stessa cifra: 8.5 milioni di euro, come nel 2016, con sempre un finanziamento da 5.5 milioni di Inail.
Anni passati sotto traccia fino all’accelerazione nel 2025: il 17 aprile una nota del comune comunica che è stato consegnato il progetto definitivo, seguito da un altro comunicato del 29 agosto da cui si apprende che l’amministrazione ha stanziato 500 mila euro per i lavori all’area di accesso della futura scuola. Arriviamo cosi a dicembre 2025, il 23 per l’esattezza, in consiglio si discute del nuovo bilancio. Visto che siamo di fronte al progetto esecutivo, all’inizio dei lavori, vado a curiosare se per caso quei prezzi, figli di preventivi del 2016 sono stati aggiornati visto anche l’arrivo del progetto esecutivo. Cosa scopro: la scuola non c’è più. Sparita. Era li dentro da 9 lunghi anni. Gli unici riferimenti sono i costi di progettazione, i lavori per l’area di accesso e l’eventuale alienazione dell’area. Sparito ogni riferimento nella parte politica denominata “Programma riqualificazione edifici scolastici”.
A cosa si deve questo cambio di rotta? Il finanziamento è saltato? Forse ci si è resi conto che non costa più 8.5 milioni come preventivato 10 anni prima? Meglio lasciarla cadere nel dimenticatoio anziché ammettere che era un’idea sbagliata e oggi fuori dal tempo e dalla logica?
Caro Diario non sono mai stato favorevole a quella scuola lì e auspico che si apra una discussione seria e partecipata, da parte dell’amministrazione, su quali saranno le azioni per il futuro dell’edilizia scolastica a Rimini Nord.
Scegliere “Fai Bene” come nome è stata una scelta poco azzeccata, perché ogni romagnolo sa che quando qualcuno un po’ inesperto, titubante e pasticcione è intento a fare una cosa che sai già che verrà male, scatta automatico l’incitamento “amaracmand, fa ben ile!
Mi raccomando, fai bene li. Perché sai già che sarà un casino.
Stefano Benaglia

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