Cultura 13:55 | 13/08/2026 - Rimini

Due spettacoli Iteneranti al Galli e al Museo della Città - Le Città Visibili 2026 - il 17/18/19 agosto

Gli spazi interni e non prettamente scenici saranno il luogo in cui avrà luogo, il 17 e 18 agosto (doppia replica alle 18 e alle 21) TEATRO, lo spettacolo della Compagnia Cuocolo/Bosetti Una donna cammina, attraversa l’edificio di un teatro: i suoi spazi pubblici e quelli più privati. Possiamo sentirne i passi ed i pensieri. Gli spettatori muniti di radio guide si spostano seguendo i ritmi della sua voce. Una sorta di percorso iniziatico attraverso luoghi interdetti e generalmente vietati agli spettatori. In questo nuovo spettacolo, la compagnia Cuocolo Bosetti, premio UNESCO per la Ricerca Artistica, vuole mostrare il teatro come creatore di comunità che rende il tempo abitabile, anzi lo rende calpestabile in una casa comune. Ogni spazio dell’edificio teatro acquista una tensione narrativa. Il tempo stesso si fa narrativo e quindi significativo.  

In questo allestimento la storia personale e quella collettiva sono al centro del lavoro, come un corpo celeste oscuro. Uno spettacolo, una performance, un’installazione in movimento. Un atto di resistenza interiore. Un teatro in cammino. Questa produzione contraddistingue il ritorno in Italia della compagnia Cuocolo/Bosetti, fondata a Roma nel 1978 da Renato Cuocolo e trasferitasi a Melbourne nel 1988. 

Il 19 agosto il Festival si sposta invece al Museo della Città con MANIFESTI PER DOPO LA FINE DEL MONDO una coproduzione di Isabel Costa/Os Possessos, Spazio A e Le Città Visibili per un allestimento che rilegge i manifesti politici, letterari e artistici dell’inizio del millennio all’interno dell’Ala Nuova del Museo della Città, il 19 agosto; ingresso ogni 20 minuti dalle 20 alle 22. I manifesti esistono in arte e in politica, in filosofia e in sociologia. Solitamente offrono analisi del mondo esistente e proposte per il futuro, chiedendo cambiamenti radicali o lamentando utopie che ancora non si sono avverate, a volte in modo giocoso, a volte in modo polemico. Alcuni usano un populismo aggressivo come arma. Altri cercano di esprimere con calma l’urgenza dei loro temi per i loro lettori dalla mente aperta. La produzione di Isabel Costa è interessata a quest’ultima categoria. Ispirata dal progetto del curatore Hans Ulrich Obrist, ha esaminato testi scritti dopo l’anno 2000 e li ha messi insieme in una performance che gli spettatori vivono in piccoli gruppi mentre camminano attraverso un edificio vuoto.

In Manifesti per dopo la fine del mondo, sette attori interpretano diversi manifesti scritti dopo il 2000. Ogni manifesto viene recitato in modo intimo, rivolgendosi solo a un piccolo gruppo di spettatori, in contrasto con la lettura tradizionale di un manifesto, che tende ad avere un carattere più dichiaratamente propagandistico. Alla base di questo spettacolo c’è il desiderio di trasmettere parole attente che parlano del nostro mondo di oggi: messaggi di speranza e/o di denuncia, parole del mondo e parole della quotidianità.

 

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