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Opinioni 15:46 | 02/12/2019 - Dal Mondo

L’amore tragico di Mohan e Srilakshmi. E’ l’Oriente, dove non sorge il sole

E’ l’Oriente, e Srilakshmi è il sole. Mohan, perché sei tu Mohan? E’ solo il tuo nome a essere nemico. Prendiun altro nome! L’ingegnere indiano Abhijit Nohan, che si è tolto la vita impiccandosi insieme alla giovane Srilakshmi vicino a Bangalore, deve aver odiato il suo nome in quanto nemico del suo vero amore. Nella bella India s’apre la scena. Da due famiglie e da un rancore di casta antico nasce una coppia di amanti sotto una cattiva stella, la cui pietosa vicenda seppellirà, con i loro corpi, anche l’odio dei loro genitori. Le loro famiglie erano rivali, e anche se Mohan era amato da Srilakshmi e amava a sua volta, incantati entrambi dai loro reciproci sguardi, nulla poté far cessare l’odio continuo dei padri, se non la morte dei figli. La secolare legge delle caste indiane, che ammette soltanto matrimoni tra pari, ha dato vita alla pietosa vicenda; la tragedia della celebrazione dell’amore nella morte. Senza letteratura, solo esistenza. I genitori affidarono l’ingrato compito di dividere gli innamorati ad un ribollente zio; di conseguenze terribili si sarebbe fatto portatore se i giovani non avessero messo mura dinanzi alle loro volontà. Ma le ali leggere dell’amore hanno superato queste mura, perché ciò che l’amore può fare, l’amore osa. I parenti non hanno potuto fermarli. Una sventurata mattina, sotto un albero, si sono appesi alle loro ali. Non si sono corazzati contro l’odio, hanno deciso di eternizzare, uniti, il loro amore. Una triste pace porta con sé quella mattina. E’ l’Oriente, dove non sorge il sole. Alcuni avranno il perdono, altri un castigo. Che mai vi fu una storia così piena di dolore come quella di Mohan e Srilakshmi.

Stefania Bozzo