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Opinioni 11:09 | 20/02/2020 - Rimini

Marcello: "Alla Giulio Cesare Cittadella della Sicurezza o Questura"

Oggi tutti si vogliono impossessare della mia idea di circa un anno fa in cui peroravo una Cittadella della Sicurezza alla Caserma Giulio Cesare. Ma andiamo in ordine: 

1 Se fossi stato il sindaco, la maggioranza o anche un parlamentare locale avrei fatto anche lo “sciopero della fame” per non fare andare via i militari dalla Caserma Giulio Cesare, battendomi per farvi insediare un Centro di selezione interforze o anche una scuola addestrativa per Vfp1 o Vfp4 o altro! A tale proposta avrei affiancato in subordine una scuola di altri Corpi dello Stato vedi ad es Polizia Penitenziaria!

2 Avere un centro di selezione o una scuola di Formazione in città sarebbe stato un volano turistico stanziale senza promozioni e senza appelli social !!

3 Sfumata questa ipotesi, considerate le difficoltà insuperabili per una nuova Questura in via Ugo Bassi, ritenevo, come tanti oggi, che la Cittadella della Sicurezza alla Giulio Cesare era una strada da percorrere senza indugi e chiesta con una chiara delibera di Consiglio Comunale e non con foto, annunci del Sindaco e del Presidente della Regione in campagna elettorale, mezzi proclami di assessori o ragionamenti di “ sesta generazione del collega Spina”!  A tal proposito alla mia interrogazione in Consiglio Comunale seguì anche una analoga in Parlamento dell’ On . Galeazzo Bignami.

4 Oggi per la Questura dopo l’imminente trasloco in piazzale Bornaccini, ritengo che il passo a medio termine sia proprio la Caserma Giulio Cesare che va acquisita dal Comune di Rimini o dal Ministero Interno al Ministero Difesa (cosa che molti tralasciano) 

5 Sono contrario come il Consigliere Magrini a trasformare l’immobile di via Ugo Bassi in alloggi popolari per gli altissimi costi di riconversione e per l’inadeguatezza dell’edificio a tale destinazione. Meglio uffici comunali o studentato, ma tutto con una o più delibere di Consiglio Comunale che viene tenuto troppo spesso da anni all’oscuro di tutto.

Nicola Marcello