**Le dichiarazioni del sindaco Sadegholvaad riaprono il dibattito sulla guerra dei prezzi e sulle difficoltà delle piccole strutture. «Non bastano le parole: servono risposte per chi lavora e investe nel turismo».**
Le dichiarazioni del sindaco Jamil Sadegholvaad durante il convegno promosso da Teamwork Hospitality al Grand Hotel meritano una riflessione che vada oltre la polemica. Condividiamo la preoccupazione per un sistema turistico nel quale la corsa al ribasso delle tariffe penalizza gli imprenditori che investono nella qualità. Ma quando si parla di albergatori «parassitari» e si auspica che lascino Rimini, una domanda sorge spontanea: **chi sarebbero concretamente questi operatori?**
Chi pratica prezzi bassi? Chi gestisce strutture datate? Chi non vuole investire oppure chi, pur volendo, non dispone delle risorse economiche necessarie?
Sono situazioni profondamente diverse, che non possono essere liquidate con un'unica etichetta.
Il problema delle tariffe estremamente basse è noto da anni. Un albergo deve sostenere costi per personale, contributi, fornitori, utenze, manutenzioni, imposte e, spesso, affitti e finanziamenti. **Se i ricavi non coprono questi costi, con quali risorse un imprenditore dovrebbe rinnovare la propria struttura?**
Una promozione occasionale è legittima, ma una concorrenza basata stabilmente sul prezzo più basso rischia di compromettere la redditività dell'intero comparto. E qui emerge una questione che riteniamo ancora troppo poco affrontata dall'amministrazione: **il rapporto tra domanda e offerta.**
Per molti mesi dell'anno Rimini dispone di una capacità ricettiva superiore alla domanda effettiva. È una regola fondamentale dell'economia: quando l'offerta supera la richiesta, cresce la pressione sui prezzi. Durante i grandi appuntamenti fieristici, quando aumenta la domanda, le tariffe possono tornare più remunerative. Ma nei restanti periodi dell'anno, quali margini rimangono agli alberghi, soprattutto a quelli di categoria economica? Non basta chiedere investimenti senza affrontare la stagionalità e le condizioni di mercato che rendono difficile recuperarli.
**Un capitolo a parte meritano i piccoli alberghi familiari, spesso con appena dieci o venti camere.** Parliamo di strutture nelle quali intere famiglie lavorano anche per sedici o diciotto ore al giorno durante la stagione, affrontando enormi sacrifici per ottenere, in alcuni casi, redditi annui molto contenuti. Non sempre dispongono delle risorse per ristrutturare o delle garanzie necessarie per accedere al credito bancario. Ci sono poi i gestori in affitto d'azienda, che sostengono canoni e spese senza essere proprietari degli immobili. Queste persone non chiedono privilegi. Chiedono che venga riconosciuta la realtà nella quale lavorano. **Prima di essere etichettate come un problema, meriterebbero rispetto per l'impegno e la capacità di resistere alle difficoltà.**
La situazione è ben più complessa di quanto possano rappresentare dichiarazioni ad effetto. Senza un'analisi seria della realtà economica sarà difficile individuare soluzioni percorribili. E non possiamo continuare a misurare il successo turistico soltanto attraverso le presenze e gli incassi dell'imposta di soggiorno. Occorre comprendere quanto reddito rimanga effettivamente alle imprese e quante risorse possano essere reinvestite. Anche sul waterfront serve chiarezza: riqualificazione non significa automaticamente pedonalizzazione permanente. A Rimini Nord rimangono tratti e periodi con circolazione veicolare. Rivabella, Viserba, Viserbella e Torre Pedrera meritano la stessa attenzione riservata alle altre zone turistiche della città.
**ARIMINENSIS chiede all'amministrazione un confronto concreto con le associazioni di categoria e gli operatori economici**, per affrontare stagionalità, redditività, concorrenza e investimenti. Le regole fiscali e lavorative devono essere rispettate da tutti, ma una tariffa bassa non è di per sé prova di irregolarità.
**La domanda non dovrebbe essere chi debba lasciare Rimini, ma quali condizioni dobbiamo creare perché chi lavora correttamente possa restare, crescere e contribuire al futuro della nostra economia turistica.**

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