A marzo 2026 il Comune di Rimini ha pubblicato due bandi per contributi economici a favore degli organizzatori di eventi estivi con ricadute turistiche: 35.000 euro per i "grandi eventi" e 20.000 euro per le iniziative di intrattenimento. Cinquantacinquemila euro di soldi pubblici che, sulla carta, sono aperti a chiunque presenti un progetto adeguato.
Sulla carta, appunto.
Perché chi conosce la storia della spiaggia libera di Miramare sa che il bando per la Beach Arena — quello che ogni anno cede per settimane la spiaggia davanti all'ex Colonia Bolognese a un privato per concerti e dj set — è stato aggiudicato praticamente ogni anno allo stesso soggetto privato. Nel 2025, come negli anni precedenti, era l'unica offerta pervenuta. E ogni estate, per settimane, quella spiaggia libera smette di essere libera: recintata, occupata dai palchi, sottratta a chi vuole semplicemente stendersi sul bagnasciuga o fare una passeggiata.
I bandi per i contributi 2026 non sono stati ancora assegnati. Non sappiamo chi li otterrà. Ma la domanda va posta adesso, prima che accada: esiste un rischio concreto che i soldi pubblici seguano lo stesso percorso già visto per gli spazi pubblici? Chi gestisce già la spiaggia libera di Miramare dovrebbe poter accedere anche ai fondi pubblici per gli eventi, senza che nessuno sollevi la questione?
Noi la solleviamo.
C'È CHI ABITAVA QUI PRIMA DEI DJ SET
La spiaggia libera di Miramare è uno degli ultimi habitat dove nidifica il Fratino (Charadrius alexandrinus), piccolo uccello trampoliere protetto dalla direttiva europea sulla conservazione degli uccelli selvatici, con appena 600 coppie rimaste in tutta Italia.
Nidifica proprio davanti alla Colonia Bolognese — lo stesso tratto dove ogni estate arriva il palco. Le misure di tutela esistono solo dal 2024, e si riducono a 20 metri per 20 di area delimitata mentre intorno migliaia di persone ballano fino all'una di notte.
Non siamo contro la musica. Siamo contro l'idea che la tutela di una specie a rischio estinzione valga giusto qualche metro quadro di cordone.
UN PRECEDENTE CHE VALE LA PENA RICORDARE
A Riccione, poche settimane fa, la pressione di associazioni ambientaliste e cittadinanza ha convinto lo stesso soggetto a rinunciare alla concessione dell'ex polveriera di viale Piemonte, che si voleva trasformare in location per grandi eventi. La mobilitazione ha funzionato.
A Rimini la partita è ancora aperta. E noi pensiamo che valga la pena giocarla.
QUELLO CHE CHIEDIAMO
Prima che i bandi vengano assegnati per la prima volta, vogliamo sapere: quali criteri garantiscono che i 55.000 euro vadano davvero al progetto migliore e non seguano lo stesso percorso già visto per la spiaggia di Miramare? E la tutela del Fratino — c'è qualcuno che la verifica davvero, o basta delimitare 20 metri di sabbia?
La nostra spiaggia è un bene comune. Difendiamola insieme.
Rimini Ecosocialista

Max 21° 




















