Le aree costiere sono una straordinaria risorsa ambientale, turistica e culturale, ma sono sempre più minacciate dalla crisi climatica e dagli eventi meteo estremi che amplificano anche il fenomeno dell’erosione. In Emilia-Romagna dal 2010 al 2026 sono 42 gli eventi meteo estremi che hanno causato danni nei 14 comuni costieri emiliano romagnoli. A livello territoriale Cesenatico risulta, con 11 eventi meteo estremi, il comune costiero più colpito e a livello nazionale si piazza al 14esimo posto. Qui, tra gli eventi meteo estremi che si sono ripetuti con più frequenza, ci sono le mareggiate (5 in tutto).
A scattare questa fotografia è Goletta Verde di Legambiente che oggi nel suo secondo giorno di tappa in Emilia-Romagna presenta in anteprima a Cesenatico i dati regionali del dossier nazionale “Spiagge. Gli impatti degli eventi meteo estremi e la gestione delle aree costiere italiane” che l’associazione ambientalista diffonderà poi sabato 27 giugno. Accanto agli impatti degli eventi meteo estremi, preoccupa il fenomeno dell’erosione. Secondo gli ultimi dati ISPRA, tra il 2006 e il 2020 il 32,3% della costa era in arretramento. L’erosione è un fenomeno che contraddistingue da sempre le aree costiere, per ragioni naturali e antropiche, tra quest’ultime ci sono il consumo di suolo, la costruzione di edifici e di nuove opere infrastrutturali portuali o di opere rigide a difesa dei litorali.
“La crisi climatica, l’erosione delle coste, il consumo scellerato di suolo, sono alcune delle cause degli eventi meteo estremi ai quali, purtroppo, ci stiamo abituando – dichiara Katiuscia Eroe, portavoce di Goletta Verde e responsabile energia di Legambiente - Anche il caldo estremo, le ondate di calore e le notti tropicali sono una parte della crisi climatica, insieme al conseguente innalzamento e la tropicalizzazione dei mari e il rischio calamità naturali che colpiscono le città costiere. Per questo è fondamentale rispondere con politiche di mitigazione e adattamento. In particolare, auspichiamo che sia attuato al più presto il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici individuando le linee di finanziamento e stanziando le adeguate risorse economiche, ad oggi assenti, per attuare le misure previste dal Piano. Va avviato, inoltre, un ragionamento che porti alla redazione di un Piano apposito per l’adattamento delle coste, come fatto in Spagna nel 2016”.
“Per un Paese come l’Italia è fondamentale - aggiunge Francesco Occhipinti, direttore Legambiente Emilia-Romagna - definire un quadro di interventi che riguardino i litorali, perché parlare di mare e coste significa parlare anche di settori produttivi di vitale importanza, come il turismo e la pesca. In questi anni l’Emilia-Romagna è stata segnata da eventi meteo estremi di diversa natura, che hanno causato danni alla costa ma anche nell’entroterra. È urgente una risposta immediata. Per quanto riguarda la gestione delle coste in Emilia-Romagna e le concessioni del demanio marittimo c'è da dire che c’è stato un buon lavoro dell’impresa uscente e investimenti fruttuosi. Azioni che lasciano ben sperare per uno sviluppo della nostra costa che sia all’insegna della salvaguardia ambientale e della sicurezza del nostro territorio”.
Concessioni balneari: sulla questione delle gare per le concessioni e delle linee guida per i parametri, a Rimini, l’amministrazione comunale ha annunciato che a breve partirà una prima tranche sperimentale di gare che riguarderà tra le 23 e le 27 aree di solo ombreggio situate nella zona di Rimini Nord, dove i servizi principali degli stabilimenti sorgono già su terreni privati, ma per le quali è necessario mettere a bando le porzioni di spiaggia demaniale destinate a ombrelloni e lettini. Anche Riccione si sta muovendo nella stessa direzione, con l’amministrazione che sta lavorando a un nuovo modello strategico per gli stabilimenti balneari, con l’intenzione di avviare una prima fase di bandi che includa rigidi criteri di sostenibilità economica, ambientale e sociale.

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