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Cronaca 12:42 | 02/03/2021 - Riccione

Minaccia di pubblicare sul web foto intime, 41enne di Mondaino nei guai

Al culmine di articolate indagini guidate dalla Procura della Repubblica di Rimini ed avviate dai Carabinieri della Stazione di Saludecio con il coordinamento della Compagnia Carabinieri di Riccione, gli uomini dell’Arma hanno sottoposto a misura cautelare personale del “divieto di avvicinamento”, un riminese cl. 80, residente a Mondaino, in quanto avrebbe dato corso a ripetute condotte di carattere vessatorio ed opprimenti nei confronti della sua ex compagna, minacciandola altresì, di divulgare sul web fotografie che la ritraevano in atteggiamenti intimi. Vittima di tutto questo, una donna cl 80, residente in provincia di Rimini che si è ritrovata in questa situazione dopo aver deciso di troncare la relazione con il suo fidanzato.

L’indagine dei Carabinieri prende avvio nel mese di agosto 2020, quando la ragazza, in sede di denuncia, riferiva di avere intrattenuto una relazione sentimentale col compagno per circa tre anni e che da qualche tempo aveva deciso d’interromperla a causa del carattere estremamente minaccioso del compagno. Da quel momento le molestie non si placavano anzi accadeva qualcosa di ancora più grave: il giovane continuava ad inviare messaggi intimidatori giungendo persino a spaventarla di rendere pubbliche le foto che la ritraevano in intimità, se non avesse ritirato la denuncia formalizzata a suo carico.

Nel tempo la situazione è diventata ancora più imbarazzante costringendo la vittima a frequenti integrazioni della denuncia e tradotte in un provvedimento di perquisizione emesso dalla stessa Autorità Giudiziaria a carico dell’ex fidanzato, attraverso il quale i militari dell’Arma recuperavano e sequestravano il computer contenete una serie di foto intime della giovane donna, sottoposte a perizia dalla stessa magistratura.

Le evidenze probatorie assunte, prontamente comunicate alla Procura della Repubblica di Rimini e dirette dal Pubblico Ministero, dott.ssa Paola Bonetti, hanno fatto si che l’ufficio del GIP emettesse un provvedimento restrittivo a carico del riminese e ponesse fine alla raccapricciante vicenda.

La soluzione del caso ha visto l’ottima collaborazione tra vittima, parenti, amici e Carabinieri che nelle fasi investigative hanno adottato i più recenti protocolli operativi in materia di “Codice Rosso”.