Sulla base degli esiti della Conferenza di Servizi semplificata, il Comune di Santarcangelo non ritiene opportuno procedere alla demolizione delle opere del parco artistico di Mutonia: questo in sostanza il dispositivo della delibera che sarà sottoposta al vaglio del Consiglio comunale nellla seduta di martedì 19 maggio.
Una conclusione che arriva appunto al termine della Conferenza di servizi semplificata avviata a gennaio su richiesta e per conto della Regione Emilia-Romagna che, rispondendo all’Amministrazione comunale che ha proceduto in ottemperanza alla sentenza del Consiglio di Stato su Mutonia, ha ritenuto di far “verificare l’esistenza o meno di prevalenti interessi pubblici che ostino alla demolizione dell’insediamento” in ragione dei “potenziali profili di valore culturale dell’insediamento soggetto all’ordine di ripristino già rilevati dagli Uffici ministeriali e condivisi dal Settore Patrimonio Culturale”.
Come richiesto dalla stessa Regione, la Conferenza ha coinvolto tutti gli enti preposti alla tutela degli interessi urbanistici, culturali, paesaggistici, ambientali e di rispetto dell’assetto idrogeologico che appaiono rilevanti nel caso di specie: come si evince dalla delibera, dieci enti e sedici uffici – statali, regionali e comunali – hanno partecipato alla Conferenza asincrona e fornito il proprio parere in merito, a cui si aggiunge quello redatto dal professor Antonio Rocca, direttore dell’Accademia delle Belle Arti “Lorenzo da Viterbo” contenuto nelle memorie presentate dalla stessa Mutoid Waste company, dove sottolinea “la natura organica e non frazionabile di Mutonia”, il cui valore eccezionale è largamente riconosciuto sia in ambito nazionale che internazionale.
“La Conferenza ha verificato l’assenza di motivi ostativi alla permanenza in essere delle opere sotto i profili urbanistici, culturali, paesaggistici, ambientali e di rispetto dell’assetto idrogeologico di rispettiva competenza, a condizione che vengano adempiute alcune prescrizioni e condizioni”… “che non comportano modifiche sostanziali tali da incidere sull’esito della Conferenza”.
Pur richiedendo l’esecuzione di alcuni interventi di adeguamento, gli enti competenti in materia hanno rilevato come non siano emersi elementi ostativi nemmeno dal punto di vista dei profili idrogeologici e idraulici, paesaggistici e urbanistici.
La Conferenza ha “accertato viceversa il rilevante interesse pubblico connesso alla dimensione artistico-culturale dell’insediamento di Mutonia in loco, sia in termini assoluti sia in termini di connotazione identitaria del territorio e della comunità santarcangiolese”: per il settore Patrimonio culturale della Regione, Mutonia presenta “aspetti di unicità come esempio di parco e laboratorio artistico che è stato in grado di approntare, da un lato, un rapporto di rispetto con il contesto fluviale naturalistico e, dall’altro, di dar vita a relazioni sociali e culturali”. “La demolizione del sito – si legge ancora nel parere del settore Patrimonio Culturale – determinerebbe, inevitabilmente, la totale compromissione di questa esperienza artistica e sociale e, in definitiva, del patrimonio culturale già riconosciuto a livello regionale per il Parco tematico di Mutonia”.
Anche la Soprintendenza ai Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici di Bologna aveva d’altra parte già dal 2013 raccomandato “il mantenimento di questa realtà creativa e l’elaborazione di un progetto che, attuando le necessarie autorizzazioni, con la collaborazione dei membri della Mutoid Waste Company preservi la permanenza e l’identità di Mutonia come “luogo del contemporaneo”.
Prendendo atto dei diversi pareri, l’assemblea consiliare dovrà esprimersi sulla sussistenza di un prevalente interesse pubblico di natura culturale e identitaria alla conservazione del parco artistico Mutonia, tale da non ritenere opportuno procedere alla demolizione delle opere, disposte con le ordinanze del 2013.

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