Cronaca 12:14 | 25/05/2026 - Romagna

Visit Riccione contraria all'apertura delle scuole il 31 agosto. Operatori turistici e famiglie si aspettavano la data del 1 ottobre

La proposta di anticipare al 31 agosto l’apertura delle scuole elementari in Emilia-Romagna, seppur presentata come “sperimentale” e facoltativa, merita una riflessione seria. Anzi, serissima. Con un filo di ironia, però, perché non è semplice spiegare il paradosso: mentre tutti parlano di destagionalizzazione, qualcuno sembra voler accorciare la stagione partendo proprio da agosto.

Da anni il sistema turistico chiede di valorizzare settembre, sostenere le località balneari, aiutare le imprese a lavorare meglio e più a lungo. E non per nostalgia dell’estate infinita, ma perché la realtà è cambiata: negli ultimi vent’anni settembre è diventato un mese pienamente balneare, caldo, stabile, attrattivo, ideale per le famiglie e spesso più godibile di giugno.

Lo sanno gli albergatori, lo sanno gli stabilimenti balneari, lo sanno i ristoratori, lo sanno i turisti. Sarebbe utile che iniziasse a saperlo anche chi decide i calendari.

Poi arriva una proposta che, nella percezione delle famiglie, rischia di dire una cosa molto semplice: “Le vacanze sono finite”. Anche se il mare è caldo. Anche se gli hotel sono aperti. Anche se settembre sarebbe oggi il mese più naturale su cui costruire davvero l’allungamento della stagione.

E allora, se davvero vogliamo sperimentare, forse dovremmo avere il coraggio di invertire l’esperimento: non aprire le scuole il 31 agosto, ma ragionare seriamente sul 1° ottobre.

È una provocazione? Forse, ma è meno bizzarra dell’idea di chiudere simbolicamente l’estate mentre l’estate è ancora nel pieno delle sue possibilità.

Il calendario scolastico non è un dettaglio amministrativo. È uno dei fattori che orienta i comportamenti delle famiglie italiane. Anche una sperimentazione facoltativa produce un effetto immediato sulla percezione collettiva: se la scuola riparte, la vacanza finisce.

E quando la vacanza finisce prima, non perdono solo gli hotel: perde tutto il sistema.

Presidente De Pascale, ci aiuti a ritrovare questa proposta nel suo programma elettorale.

Lo chiediamo senza polemica, ma con autentico interesse civico: forse ci è sfuggita la pagina in cui, accanto alla promessa di sostenere il sistema turistico regionale, prevedeva anche di accorciare agosto e archiviare settembre.

Perché anticipare la scuola al 31 agosto sembra una forma piuttosto creativa di destagionalizzazione!

Questa scelta è davvero coerente con gli impegni presi con le imprese turistiche emiliano-romagnole, con gli albergatori, con gli stabilimenti balneari, con chi ogni anno investe per rendere la Riviera competitiva?

Una riflessione va rivolta anche al sistema datoriale. Con garbo, ma senza girarci troppo intorno: battere un colpo sarebbe gradito.

Le imprese turistiche non hanno bisogno di un composto silenzio. Hanno bisogno di una rappresentanza capace di stare dalla parte della crescita, degli investimenti, del lavoro e della competitività. Rappresentare le imprese significa esserci prima, non commentare dopo.

Se si vuole davvero innovare, si apra un tavolo serio. Se si vuole sperimentare, si sperimenti nella direzione giusta: quella che allunga le opportunità, non quella che le accorcia.

Il turismo non si sostiene con gli slogan; si sostiene con scelte coerenti.

E, possibilmente, evitando di dichiarare finita l’estate il 31 agosto. 

Cronaca