Parallelamente alla prestigiosa retrospettiva dedicata a Bruno Barbey, Villa Mussolini ha aperto le porte di un percorso espositivo partecipativo che celebra l’identità profonda della Riviera Romagnola.
Situato al piano terra della villa, il progetto Generazione Riviera si propone come un’opera collettiva in continuo divenire, capace di lasciare una traccia delle generazioni che hanno abitato e plasmato l’immaginario di questo territorio.
Lo spazio si divide idealmente in due narrazioni complementari: da un lato l’esplorazione degli archivi di famiglia attraverso un’open call rivolta a tutti per riportare alla luce ricordi privati, dall'altro una parete centrale interamente dedicata a cinque fotografi d’autore che, nel corso dei decenni, hanno documentato l’anima della costa.
La vicesindaca e assessora alla Cultura Sandra Villa sottolinea come “la visione dell’amministrazione trasformi Villa Mussolini in un museo vivo, capace di far dialogare le grandi narrazioni internazionali con il vissuto profondo della comunità riccionese”. Secondo l’assessora, “lo sguardo di Barbey cattura l’Italia sospesa tra modernità e tradizioni secolari, componendo una sorta di moderna ‘Commedia dell’arte’. Attraverso questa esposizione e l'iniziativa dell'album collettivo, ogni visitatore viene trasformato in un custode della memoria, inserendo l'opera di un gigante della fotografia in un percorso di welfare culturale che mette le arti visive al centro della vita cittadina”.
In questi giorni, l'attenzione è rivolta alla prima esposizione del ciclo, quella del fotografo misanese Flavio Marchetti. Nato nel 1950 e attivo nel settore dal 1972, Marchetti ha collaborato con agenzie e riviste internazionali, viaggiando in oltre cento paesi del mondo. Le immagini presentate fino al 2 giugno appartengono al suo archivio privato SilverBooks Project, un imponente lavoro di ricerca durato trentuno anni dedicato alla Riviera. Per questa occasione, sono stati selezionati scatti che coprono gli anni ’40 e ’50 del Novecento, offrendo uno sguardo prezioso sulla vita locale nel periodo precedente al grande boom economico.
Il testimone passerà successivamente a Gianni Zangheri, fotografo riccionese nato nel 1958 e figlio d’arte del celebre Epimaco “Pico” Zangheri. Dal 3 giugno al 3 luglio, l'autore presenterà una selezione di scatti realizzati negli anni ’90 con fotocamere analogiche usa e getta sulle spiagge di Riccione. A seguire, dal 4 luglio al 4 agosto, Paolo Bernabini porterà in mostra una selezione dal progetto “Greeting from”, realizzato tra il 2003 e il 2004 sulle spiagge romagnole. Bernabini, artista ravennate tra i più interessanti della nuova generazione, ha esposto le sue opere in numerosi e prestigiosi spazi espositivi sia italiani che internazionali.
Il periodo estivo vedrà protagonista Marco Morosini, dal 5 agosto al 5 settembre, con una selezione tratta dal libro DividiRimini, pubblicato nel 2004 da Electa Editori. Designer e comunicatore di fama, Morosini dedica questa serie all'iconica figura del bagnino romagnolo. A chiudere questo viaggio nel tempo sarà infine Omar Iannuzzi, dal 6 al 27 settembre. Nato a Rimini nel 1993, Iannuzzi propone un racconto della Riviera contemporanea attraverso l’elemento ricorrente del porto canale, trasformato in una narrazione autentica intrisa di una sottile malinconia e romanticismo.
Questo “filo immaginario” tra generazioni prosegue sulle pareti laterali della sala grazie all’open call che invita i visitatori a contribuire a un collage fotografico collettivo, creando un fermo immagine di vita dagli anni ’60 in poi. Lo spazio di Generazione Riviera è visitabile gratuitamente e si integra armoniosamente con la grande mostra dedicata a Bruno Barbey, visitabile ai piani superiori. Per tutto il periodo estivo, dal 30 giugno al 6 settembre, la Villa osserverà orari prolungati dal martedì al venerdì fino alle 23:00, mentre nei festivi e nel fine settimana l'apertura sarà garantita dalle 10:00 alle 20:00.
Si ricorda inoltre che a tutti i partecipanti dell'iniziativa Generazione Riviera che porteranno una propria foto analogica è riservato l'ingresso alla mostra di Barbey con biglietto ridotto, confermando la missione della Villa come nodo identitario e culturale fondamentale per l'intera comunità.

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