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Opinioni 15:18 | 23/05/2019 - Misano

"Irpef e Tari più gravose per chi ha meno reddito": sindacati contro la Giunta Giannini

E anche il Comune di Misano (nella foto il sindaco uscente Giannini) quest’anno non ha brillato né per le decisioni assunte in materia di tributi, né per le relazioni tenute con il Sindacato.  Come, purtroppo, è prassi diffusa nella nostra provincia, anche il Comune di Misano ha interpellato le Organizzazioni sindacali a ridosso dell’approvazione dei Bilanci, senza lasciare tempo a possibili confronti se non addirittura incontri. Stessa cosa quando si è trattato di assumere decisioni che vanno a gravare direttamente sui cittadini come l’addizionale Irpef o la tassa sui rifiuti.

Per quanto riguarda l’Addizionale comunale Irpef la soglia di esenzione totale è passata da 15.000 a 12.000 euro. Oltre i 12.000 euro l’aumento della tassa è stata applicata con un criterio che penalizza chi ha il reddito più basso: fino a 15.000 euro l’aliquota passa dallo 0,15 allo 0,25; da 15.000 a 28.000 dallo 0,20 allo 0,35; i ritocchi si alleggeriscono dai 28.000 ai 55.000 passando da 0,60 di aliquota a 0,70; per chi ha un reddito da 55.000 a 75.000 l’aliquota passa da 0,70 a 0,75; resta ferma allo 0,80 per lo scaglione superiore.

Per la TARI, dal nuovo regolamento comunale scompaiono le fasce di esenzione per i cittadini che hanno un reddito basso e vengono considerate soltanto alcune situazioni di disagio sanitario o la presenza in famiglia di bambini piccoli.  Infatti, possono ottenere una riduzione soltanto gli utenti delle abitazioni dove siano presenti soggetti che utilizzano presidi medico-sanitari specifici (ausilii per incontinenza, sacche per dialisi in base e altro che l’Amministrazione Comunale si riserva di valutare e certificato dal sistema sanitario). Altre riduzioni sono previste per i nuclei familiari dove sono presenti dei bambini minori di 36 mesi che danno luogo al consumo di pannolini. 

Se ancora ce ne fosse bisogno è palese che l’interesse di certe Amministrazioni Comunali nel non volersi confrontare con le parti sociali e nella fattispecie con le organizzazioni sindacali sta nell’indirizzo che intendono dare al loro Governo. Ascoltare e tenere in considerazione il sindacato significa andare incontro alle esigenze e ai problemi delle persone che il sindacato rappresenta che altri non sono che i lavoratori, i pensionati e le fasce più deboli della popolazione. Non farlo è una chiara scelta di campo che non possiamo condividere.

Isabella Pavolucci Segr. CGIL Rimini

Paola Taddei Segr. CISL Romagna

Giuseppina Morolli Segr. generale UIL Rimini