“Oggi 22 aprile ho partecipato come delegato invitato al primo Congresso Parlamentare Globale promosso dalla Global Sumud Flotilla, in contemporanea alla partenza della flottiglia civile diretta verso Gaza.
Il Congresso si è tenuto a Bruxelles e ha riunito parlamentari, giuristi e rappresentanti istituzionali da tutto il mondo con un obiettivo preciso: trasformare una mobilitazione civile in iniziative politiche e parlamentari coordinate.
Mentre prosegue la mobilitazione dal basso con una nuova missione della Flotilla in mare e manifestazioni sui territori si apre dunque un nuovo percorso che intende agire concretamente dentro le istituzioni”.
Spiega il senatore del Movimento 5 Stelle Marco Croatti.
“Si è discusso di corridoio umanitario marittimo verso Gaza sotto verifica ONU, rispetto del diritto umanitario, stop ai trasferimenti di armi verso Israele, responsabilità internazionale tramite Corte penale internazionale e Corte internazionale di giustizia, e della costruzione di una rete parlamentare globale stabile. Tra gli importanti relatori presenti, provenienti da tutto il mondo, anche Francesca Albanese con cui ho avuto la possibilità di confrontarmi prima dell’inizio dei lavori. Il suo appassionato intervento ha colpito ed emozionato tutti i delegati presenti.
La giornata si concluderà con l’adozione della “Dichiarazione di Bruxelles”, pensata per essere portata nei Parlamenti nazionali e con una marcia che terminerà sotto la sede del Parlamento Europeo”.
Prosegue l’esponente pentastellato.
“Nelle stesse ore in cui questo importante congresso approfondiva la drammatica situazione di Gaza e si confrontava per avviare azioni parlamentari coordinate il nostro governo, insieme alla Germania, faceva vergognosamente saltare la proposta europea di sospensione dell'Accordo di Associazione UE-Israele, avanzata da Spagna e altri paesi, impedendo l'unanimità necessaria.
Due visioni di politica si contrappongono in modo netto: da una parte quella di chi sta servilmente dalla parte dei potenti, di chi calpesta il diritto internazionale, di chi è complice del genocidio del popolo palestinese e dall’altra quella di chi si batte per i diritti, contro i signori della guerra e per costruire un mondo di pace. Serve più che mai coraggio di fronte a quello che sta accadendo in Palestina, di fronte alla disumanità, Il coraggio è contagioso, uniti possiamo cambiare le cose.”
Conclude Croatti.

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