“Il Piano spiaggia del Comune di Rimini, in sinergia con le imminenti gare per l’assegnazione delle concessioni demaniali, ridisegnerà il futuro del comparto per i prossimi decenni e incrocerà molti temi cruciali per il nostro territorio: non solo l’indotto turistico, ma anche la socialità e le relazioni, il benessere, l’integrazione, il rapporto con la natura. Serviranno lungimiranza, visione e anche coraggio nell’immaginare il futuro che attende la comunità riminese e nel compiere le scelte più giuste.
A tale riguardo stiamo seguendo con attenzione e interesse il dibattito nato all’indomani della variante al Piano spiaggia recentemente approvata dal Consiglio comunale e interpretiamo il tema delle piscine come paradigmatico di una visione generale del Piano spiaggia purtroppo orientata a rendere la spiaggia di Rimini sempre più selettiva, con un numero crescente di servizi rivolti soltanto a chi può permetterseli.
Come Movimento 5 Stelle riteniamo che la questione davvero dirimente non sia dire semplicemente sì o no alle piscine sulla sabbia, ma respingere con forza una visione che appare sempre più esclusiva e meno inclusiva delle nostre spiagge, beni comuni di tutti i cittadini e non proprietà private di qualche imprenditore.
Ci preoccupa che, a fronte di un irrinunciabile e comprensibile aumento dei servizi sull’arenile, anche a pagamento, non corrisponda un altrettanto forte impegno verso la libera fruizione e l’arricchimento di funzioni accessibili a tutti.
Ecco perché, anche dopo questa variante al Piano spiaggia, rinnoviamo la richiesta che già rivolgemmo all’Amministrazione attraverso le osservazioni presentate durante l’iter del Piano spiaggia nel marzo 2024.
La prima richiesta alla Giunta era proprio quella di avere più coraggio nell’aumentare le spiagge libere, nel diminuire il cemento e il consumo di suolo e nel ridurre in modo consistente il numero di concessioni, per diversificare le funzioni dell’arenile che oggi, in modo anacronistico e non più adeguato alla domanda, presenta lo stesso prodotto balneare senza soluzione di continuità per chilometri e sostanzialmente immutato da decenni.
In quelle osservazioni chiedemmo di valutare l’idea di alternare agli stabilimenti balneari tradizionali, in modo omogeneo, zone tematiche di libera fruizione riservate, ad esempio, allo sport, al wellness, alla natura, alla cultura, agli spettacoli e alla musica. Aree attrezzate e finanziate anche attraverso l’aumento dei canoni demaniali.
Un arenile, insomma, che risponda alle esigenze, alle possibilità e alle vocazioni di tutti.
In tal senso poniamo una questione a tutti i riminesi: è accettabile, ad esempio, che i nostri ragazzi che vogliano giocare a beach volley o a calcio in spiaggia non abbiano alternative all’utilizzo delle strutture sportive, riservate ai soli clienti, presenti negli stabilimenti balneari?
Nella zona del Beky Bay a Igea Marina c’è una grande spiaggia libera attrezzata con numerosi gazebo gratuiti sotto cui i ragazzi possono ripararsi e socializzare, tanti campi da beach volley fruibili e, infine, adiacente a questo tratto di arenile, un’area riservata a spettacoli ed eventi sportivi, musicali e sociali.
Perché a Rimini non trovano spazio aree simili pensate per i giovani?
Il tema delle piscine riteniamo quindi che apra interrogativi più generali sulla visione e sul futuro dell’arenile riminese. Ogni scelta strategica non può essere compiuta soltanto nell’interesse di chi fa business sulla spiaggia, ma deve essere orientata all’interesse dell’intera comunità riminese.
Il futuro del nostro arenile deve essere più inclusivo, più sostenibile e più accessibile, capace di coniugare turismo e impresa con il diritto di tutti a vivere e fruire pienamente di un bene comune come la spiaggia.”
Così in una nota il senatore pentastellato Marco Croatti e il Movimento 5 Stelle Rimini.

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