Cronaca 14:17 | 31/07/2026 - Rimini

Confcommercio sulle concessioni balneari: "Il Comune scopra le carte. No alla legge della giungla e a una spiaggia consegnata ai grandi gruppi"

“Questo è il momento delle decisioni fondamentali per il futuro di Rimini, della sua spiaggia e dell’intera economia turistica cittadina. Non è più il tempo delle ambiguità: il Comune deve dire apertamente quale modello di gestione del demanio marittimo intende costruire”. Il presidente di Confcommercio della provincia di Rimini, Giammaria Zanzini (nella foto), interviene sulle indiscrezioni relative ai bandi per l’assegnazione delle concessioni balneari che l’amministrazione comunale dovrà predisporre entro la fine dell’anno.

“In queste settimane si sta decidendo come verranno identificati i lotti di spiaggia da mettere a gara, quali progetti saranno privilegiati e, soprattutto, chi avrà concretamente la possibilità di partecipare. Dietro formule apparentemente tecniche si nasconde una scelta politica ed economica destinata a cambiare per sempre il volto del nostro litorale.

Rimini è l’unico Comune della Romagna ad avere inserito nel proprio strumento urbanistico il sistema delle macro e micro aggregazioni: in tutti gli altri Comuni della regione, i bandi saranno esclusivamente sulle singole concessioni. Un’impostazione tutta riminese nata con il Piano dell’arenile proposto nel 2023, approvato nel 2025 e già interessato da varianti sostanziali. Mentre si modificano ancora le regole urbanistiche - prosegue Zanzini - si stanno contemporaneamente preparando i bandi che determineranno la struttura economica della spiaggia dei prossimi decenni. È una sovrapposizione delicatissima, che impone la massima trasparenza”.

Secondo Zanzini è arrivato il momento di “giocare a carte scoperte. Il Comune deve chiarire immediatamente se, nelle aree in cui saranno presentate manifestazioni di interesse sia per micro aggregazioni sia per macro aggregazioni, intenda attribuire una priorità automatica ai progetti più grandi. Perché, se così fosse, i nostri timori sarebbero pienamente fondati. La precedenza alle macro aggregazioni - sottolinea il presidente - rischierebbe di innescare una vera e propria legge della giungla, nella quale il soggetto economicamente più forte finirebbe inevitabilmente per prevalere sulle imprese più piccole. Con buona pace della Legge quadro 118/2022 che regolamenta le concessioni demaniali marittime e contiene tra i suoi principi fondanti la tutela della micro impresa di carattere familiare, della storicità delle imprese e di quel modello storico e identitario di balneazione romagnolo che ha fatto scuola in Europa, si aprirebbe la porta a una concentrazione senza precedenti”.

“Le dimensioni degli investimenti richiesti potrebbero aprire la strada a grandi gruppi e fondi di investimento estranei al tessuto imprenditoriale che ha costruito il successo turistico di Rimini. Il rischio concreto è che, dietro alcune macro aggregazioni formalmente promosse dagli attuali concessionari, entrino capitali mossi da logiche puramente finanziarie e speculative. Imprenditori che hanno gestito per decenni le proprie spiagge potrebbero così ritrovarsi ridotti al ruolo di facciata, perdendo progressivamente autonomia decisionale e diventando, di fatto, dipendenti di soggetti finanziari nelle stesse attività che hanno creato e condotto per una vita. Sarebbe il paradosso più grave: utilizzare l’esperienza dei balneari per favorire operazioni che, alla fine, rischiano di estrometterli dal controllo delle loro imprese. Non possiamo accettare - incalza Zanzini - che famiglie e imprenditori del territorio, dopo decenni di lavoro, investimenti e servizi offerti alla città, vengano messi fuori mercato attraverso criteri che andrebbero a vantaggio di chi dispone della maggiore potenza economica. Non sarebbe concorrenza: sarebbe una selezione basata sul capitale”.

Il rischio, per Confcommercio, è quello di un progressivo appiattimento dell’offerta turistica. “Le macro aggregazioni possono significare omologazione, standardizzazione e perdita di identità. Il risultato potrebbe essere una Rimini trasformata in un gigantesco villaggio turistico, identica a decine di località in giro per il mondo”

Confcommercio chiede quindi al Comune di rendere pubblici, prima della stesura definitiva dei bandi, i criteri per la formazione dei lotti, le modalità di valutazione delle manifestazioni di interesse e le garanzie previste contro la concentrazione delle concessioni nelle mani di pochi grandi soggetti.

“Le decisioni non possono essere prese nelle stanze chiuse e comunicate quando ormai tutto sarà definito. Serve subito un confronto vero, trasparente, con le associazioni e con gli operatori. Il futuro della spiaggia di Rimini non è una questione urbanistica riservata agli addetti ai lavori: riguarda l’occupazione, l’economia locale, l’identità turistica e il destino di centinaia di famiglie, in sintesi la nostra comunità. La riflessione va fatta ora e in fretta - conclude Zanzini - perché, una volta pubblicati i bandi, potrebbe essere troppo tardi. Confcommercio non resterà in silenzio davanti a scelte che rischiano di consegnare la spiaggia di Rimini ai grandi gruppi, espellendo di fatto chi questa spiaggia l’ha costruita, gestita e resa famosa nel mondo”.

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