Il SI Fest di Savignano sul Rubicone taglia il traguardo della sua trentacinquesima edizione e si conferma, dal 1992 a oggi, il festival di fotografia più longevo d’Italia. Nato come Portfolio in Piazza, questo appuntamento storico ha saputo attraversare oltre tre decenni di profondi mutamenti culturali, mantenendo intatta la propria centralità. L'appuntamento per questo nuovo capitolo è fissato per il weekend dall’11 al 13 settembre 2026, con le mostre accessibili al pubblico anche nei due fine settimana successivi.
SI Fest è un progetto di Savignano Immagini Aps, promosso in collaborazione con il Comune di Savignano sul Rubicone e con il sostegno della Regione Emilia Romagna. La manifestazione si ripresenta come un momento di riflessione per chiunque consideri il mezzo fotografico uno strumento per osservare la realtà da angolazioni complesse, rifiutando la tirannia delle apparenze superficiali.
Il fulcro concettuale di questa edizione si riassume in due parole precise: Still Standing. Ancora in piedi. Più che un titolo, questa espressione si configura come un manifesto programmatico, un invito a riscoprire la fotografia come spazio di resistenza e di condivisione. In un tempo caratterizzato da trasformazioni repentine, in cui i ritmi della società sembrano correre in avanti finendo però per replicare le dinamiche più arcaiche della legge del più forte, l’atto fotografico si pone come un punto di ancoraggio saldamente piantato nel presente.
Guardando verso gli angoli meno visibili del pianeta e concentrandosi sulle esistenze di persone che non sgomitano per imporre la propria voce, la fotografia ci insegna la difficile arte di restare in piedi, l’importanza di essere presenti senza cedere all’arroganza del potere. In un’epoca segnata da compromessi e continue giravolte, Still Standing diventa l’elogio della verticalità, un inno a chi sceglie di prendere una posizione chiara e si ostina a non farsi da parte.
Sotto la direzione artistica di Manila Camarini, il SI Fest 2026 sceglie di ripartire dal punto in cui si era interrotto il percorso della passata edizione, dedicata alle Geografie visive. Se l’anno scorso il festival aveva proposto una ricognizione globale, sorvolando le distese dell’Artico, le periferie dell’America del Sud e i territori feriti del Medio Oriente, quest'anno si sceglie di proseguire quella stessa perlustrazione geografica e umana. Il mondo contemporaneo continua a essere osservato come un territorio segnato da tensioni geopolitiche, climatiche, sociali e identitarie. Questa volta, tuttavia, lo sguardo scende molto più in profondità, focalizzandosi sulle vite di chi fa i conti in prima persona con queste criticità. Si tratta di individui semplici ma straordinari, che in ogni ambito della contemporaneità resistono con dignità e tenacia.
L'espressione Still Standing è l'affermazione di chi trova il coraggio di dire: “Ci sono ancora, ci sono anch’io”. Una dichiarazione sommessa e scandalosa al tempo stesso, un atto di fede nelle proprie capacità di resistere agli urti della storia. Il semplice fatto di pronunciarla assume i contorni di un gesto di sfida. Chi compie questa scelta, però, scopre di non essere solo. Anche la fotografia stessa resiste a dispetto di qualsiasi mutamento, e i fotografi rimangono fermi al loro posto, pronti a rendere visibili le esistenze e le idee che altrimenti rimarrebbero nascoste. I confini mutano e le visioni appaiono instabili, ma la fotografia resta saldamente in piedi. E rimanere in piedi significa soprattutto continuare a guardare.
Proprio per questo, il SI Fest 2026 dà spazio a storie capaci di lasciare un segno profondo, proponendo racconti visivi dal forte impatto emotivo che intrecciano l’urgenza dell’attualità con uno sguardo aperto alla speranza. Autori del calibro di Robin de Puy, Andi Gáldi Vinkó, Olga Sokal, Alba Zari, Mario Cresci, Robbie Lawrence e il compianto Lars Tunbjörk sono solo alcuni dei nomi che accompagneranno i visitatori lungo questo viaggio. Un percorso scandito da esperienze di comunità diverse, forme silenziose di resistenza e vicende personali di sopravvivenza che si giocano nella dimensione più intima. In questo contesto, la fotografia rivela tutta la sua forza, confermandosi come un linguaggio potente in grado di coinvolgere lo spettatore, emozionarlo e aprire spazi di confronto e di dialogo autentici.
Nell’ultimo week end di apertura delle mostre (venerdì 25, sabato 26 e domenica 27 settembre 2026), un’importante novità è rappresentata da SI FEST KIDS, festival di fotografia e foto-illustrazione per bambini e ai ragazzi, ideato da Sabir Editore con la direzione artistica di Giorgio Arcari. SI FEST KIDS concentrerà a Palazzo Vendemini – Biblioteca comunale, un ricco calendario di mostre, laboratori, incontri e conferenze sotto il titolo “Hic sunt Leones. Fuori dalle mappe, in cerca di bellezza.”
“C'è un momento in cui resistere non significa vincere, ma semplicemente non arretrare. Restare presenti – afferma la direttrice artistica Manila Camarini -. Restare visibili. Still Standing raccoglie storie di donne e uomini, corpi e comunità che abitano il margine, attraversano il conflitto, sfidano regole, confini e sistemi di potere. Non racconta eroi, ma persone che continuano a esistere nonostante la guerra, la discriminazione, l'esclusione o la perdita. I progetti riuniti nel festival osservano quel fragile e straordinario spazio in cui la vulnerabilità si trasforma in forza, la resistenza in identità, la sopravvivenza in affermazione. Perché, a volte, l'atto più radicale non è cambiare il mondo, ma restare in piedi mentre il mondo cambia intorno a noi”.
“Still Standing è un'affermazione che riguarda il presente, ma racconta anche la storia del SI Fest – commenta il vice presidente di Savignano Immagini Mario Beltrambini -. Essere arrivati alla trentacinquesima edizione ininterrotta del primo festival di fotografia in Italia significa aver attraversato decenni di trasformazioni culturali, sociali e tecnologiche senza mai smettere di interrogare il mondo attraverso le immagini. È stata una lunga traversata, che ho avuto il privilegio di vivere fin dall'inizio, fatta di cambiamenti, sfide, incontri e nuove prospettive, ma sempre guidata dalla convinzione che la fotografia sia uno strumento essenziale per comprendere il nostro tempo. Oggi, in un contesto segnato da profonde instabilità geopolitiche, climatiche e sociali, il significato di Still Standing si fa ancora più urgente: rimanere in piedi significa continuare a guardare, continuare a porre domande, continuare a costruire spazi di confronto. Perché ogni immagine è un territorio da attraversare, e ogni attraversamento è un atto di conoscenza, di consapevolezza e, talvolta, di resistenza”.
"Il SI Fest taglia il traguardo della sua trentacinquesima edizione. È un numero che racconta una storia e conferma che la nostra Savignano con le sue attività nel campo della cultura visiva rappresenta oggi un punto di riferimento imprescindibile nel panorama della fotografia nazionale ed europea – affermano il sindaco Nicola Dellapasqua e l’assessora alla cultura Roberta Armuzzi -. Per Savignano sul Rubicone questa manifestazione non rappresenta solo un evento culturale di punta, ma delinea un tratto fondante della propria identità. Investire nella cultura visiva per noi vuol dire offrire alla città uno spazio di crescita, di confronto e attrattività, capace di farci dialogare con i grandi maestri e i giovani talenti del settore".

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