Opinioni 14:54 | 03/02/2026 - Dal Mondo

“Cézanne in mostra a Basilea. Una mostra che (forse) spiazza il Tycoon”

Tra discorsi pubblici sempre più sconnessi e agonizzanti, atteggiamenti bizzarri più surrealistici di Dalì in vena di esagerare e cambi d'umore che Van Gogh tutto sommato sembra uno regolare, Trump a Basilea sarebbe spiazzato. Dal 25 gennaio, fino al 25 maggio 2026, la Fondation Beyeler dedica una mostra personale a Paul Cézanne (1839-1906); raccogliendo un'ottantina di opere, prevalentemente dell'ultima e più significativa fase della produzione del pittore francese. Una esposizione che ci conduce alla mente di Cézanne, una mente intelligente, che ragiona. Padre spirituale di Picasso e Braque, il Maestro è stato un pittore tutto di testa, che con una lunga e ostinata ricerca ha dato vita ad una pittura concreta e solida, tesa a superare la fugacità dell' “impressione”. Pur accettando il “naturalismo impressionista” ha eliminato l'effimero. Tutto nell'artista punta al pensiero; alla dimostrazione che la pittura non può rappresentare solo un'emozione o una immagine, ma che piuttosto sia un concetto saldo. In quest' ottica, un olio su tela di Cézanne con Trump confuso tra il paesaggio sarebbe stato concettualmente improponibile. Ed a pensarci bene nemmeno come figura del “bagnante” (tema che il pittore raffigura in molti dipinti di piccolo formato) sarebbe stato rappresentabile. “I bagnanti... con quelle loro arie da graziosi reportage” (Gilles Plazy, “ Cézanne ou la peinture absolve”). Ecco, al tycoon manca giusto un pochino di grazia. Di cui invece strabocca “Baigneuses” (1900-1906), opera privata e presentata per la prima volta nella mostra svizzera. Inoltre in esposizione un nucleo centrale è dedicato alle montagne di Sainte-Victorie, luogo vicino a Aix-en-Provence, che l'artista dipinse in circa 30 oli e numerosi acquarelli. Non si tratta solo di una rappresentazione del paesaggio; tale massiccio è anche un luogo della mente, un luogo reale che diventa astratto anche nella sua fisicità. In generale quella dell'artista è una pittura che piace (o può piacere) senza essere gradevole, la cui esecuzione materiale sembra voler allontanare e respingere chi guarda. Un tratto avaro, di testa, il cui segno percorre traiettorie schizofreniche per ricomporre una immagine e delimitare cio che è. In questo senso Cézanne è considerato il fondatore dell'arte moderna, sia perchè apre al cubismo, sia perchè apre all'arte astratta. Ma cosa pensavano i suoi contemporanei di questo Maestro così potente e solitario? Per L.de la Quintinie “ Cézanne è un grande artista al quale manca l'educazione”, Henri Hamm sosteneva “la sua goffagine mi meraviglia”. Avarizia. Schizofrenia. Maleducazione. Goffagine. Forse Trump a Basilea non sarebbe poi così spiazzato.

Stefania Bozzo

Cronaca