Opinioni 14:42 | 26/02/2026 - Dall'Italia

Sanremo. Quando la musica diventa memoria condivisa

La seconda serata del Festival di Sanremo ha avuto un baricentro emotivo chiarissimo. Non lo spettacolo, non la gara, ma la memoria.

Il momento più intenso è arrivato con Achille Lauro e il ricordo dei ragazzi di Campoantanaro. Un microfono, un cono di luce e un’atmosfera improvvisamente sospesa. Lauro ha interpretato Perdutamente, lo stesso brano che la madre di Achille Barosi cantò durante il funerale del figlio, il sedicenne morto nel tragico rogo di Capodanno.

Non è stata una semplice esibizione. È stato un passaggio emotivo collettivo. La musica, spogliata da ogni costruzione scenica, ha mostrato la sua funzione più antica: dare voce a ciò che le parole non riescono a contenere.

Sanremo, in questi momenti, smette di essere televisione e torna ad essere rito.

Nel corso della serata, uno dei passaggi più significativi è stato il riconoscimento del premio alla carriera a Fausto Leali. Un omaggio che non appartiene soltanto al rituale festivaliero, ma alla storia stessa della musica italiana, attraversata per oltre sessant’anni dalla sua voce.

Di grande delicatezza anche l’omaggio dedicato a Ornella Vanoni, con Camilla Ardenzi che ha interpretato L’eternità, brano che l’artista portò sul palco sanremese nel 1970. Un momento capace di restituire al pubblico una memoria musicale ancora viva.

La serata si è poi snodata tra ritmo e struttura festivaliera, preparando il terreno alla nuova tornata di gara. Questa sera torneranno sul palco quindici Big, giudicati dal televoto, dal voto del pubblico e dalla giuria delle radio.

Accanto a Carlo Conti e Laura Pausini, la conduzione si arricchirà di presenze trasversali, dalla dimensione spettacolare alla leggerezza dell’imitazione.

Grande attesa anche per i super ospiti, mentre la finale delle Nuove Proposte segnerà uno dei passaggi più delicati del Festival: quello dove l’aspettativa incontra il futuro.

Perché Sanremo vive sempre su questo doppio registro: la memoria che emoziona e le nuove voci che provano a restare.

Ma il Festival, oggi, vive anche altrove.

Sanremo è sempre più un fenomeno sociale e digitale. Le interazioni online registrano una crescita significativa rispetto allo scorso anno, confermando come la conversazione attorno agli artisti sia ormai parte integrante dello spettacolo.

Accanto alla gara ufficiale prende forma un podio parallelo, quello dei social, dove attenzione, curiosità e percezione pubblica costruiscono nuove gerarchie narrative. Tra i nomi più discussi emerge Arisa, protagonista di una presenza capace di catalizzare commenti, reazioni e visibilità.

Sanremo non si guarda soltanto. Si commenta, si discute, si vive.

Marco Signorile