Politica 12:33 | 28/06/2026 - Rimini

Bodellini (Radicali): I fenomeni sociali non si cancellano con la repressione, riflessione sulle ordinanze anti-alcool e antiprostituzione del comune

In riferimento alle ultime ordinanze anti-alcool e antiprostituzione, la preoccupazione del comune di Rimini per la tutela dell’ordine pubblico e la lotta al degrado urbano è ammirevole, ma ifenomeni sociali non si cancellano con la repressione. – scrive Lorenzo Bodellini, segretario dei Radicali di Rimini – Le ordinanze emanate nelle ultime settimane rappresentano delle soluzioni posticce a problemi strutturali.

Soluzioni comprensibili, considerati i limitati poteri del Comune, ma securitarie e metodologicamente inadeguate. L’ordinanza antiprostituzione colpisce i membri più fragili della popolazione, come le lavoratrici del sesso, senza offrire vie di emancipazione sociale e lavorativa. Praticare il sex work diventa l’equivalente di un reato colpito da una sanzione amministrativa nonostante nessuna legge sancisca l’illegalità di prestazioni di questo tipo tra adulti consenzienti. Chiediamo al Comune di rispettare ciò che la legge dello Stato prevede e ciò che essa concede, perché è nel silenzio della legge che si dà la libertà e l’ordinanza antiprostituzione rappresenta una violazione di questo principio oltre a rappresentare uno strumento comodo soltanto a chi gode del privilegio economico sufficiente ad ergersi a moralizzatore del comportamento altrui, mentre coloro che vivono situazioni di disagio economico e sociale vengono abbandonate a sé stesse e perseguitate in nome di comportamenti non consoni, che hanno l’unica colpa di essere divergenti. Sull’ordinanza anti-alcool – prosegue Bodellini – sarebbe utile capire su quali dati si è basato il Comune per produrre un’ordinanza che ha tratti di straordinarietà essendo in vigore 24 ore su 24 in gran parte del centro storico, c’è da domandarsi se l’estensione dell’ordinanza sia proporzionale alla gravità della situazione e se questa giustifichi veramente un divieto di questo tipo. C’è da aggiungere poi che gli strumenti legislativi per bloccare e risolvere situazioni di pericolo o di insicurezza urbana ci sono già, perché introdurre un’ordinanza che viola la libertà anche del consumatore responsabile? Come radicali lanciamo una sfida al Comune: ritirare le ordinanze repressive e provare, insieme a noi, ad introdurre strumenti di lotta all’insicurezza attraverso l’inclusione sociale, la partecipazione pubblica e comunitaria, chiediamo al Comune di impegnarsi per l’introduzione sul territorio riminese delle politiche della notte, uno strumento già in atto in molte città italiane ed europee, ed in particolare nella vicina Bologna, e che rappresentano l’avanguardia alla lotta al degrado e all’insicurezza urbana in particolar modo nelle ore notturne. Chiediamo inoltre che si possa riaprire, anche a partire da Rimini, un serio dibattito nazionale per un pieno riconoscimento e una totale regolamentazione del lavoro sessuale, così che nessuno e nessuna finisca per essere perseguito per ragioni puritane di pubblica morale – conclude il segretario dei radicali.

 

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