Politica 12:32 | 07/05/2026 - Romagna

La consigliera Macchitella all'attacco si interroga sul futuro di Poggio Torriana: "Cosa c'era e cosa non torna più. Diventeremo una grigia periferia di Santarcangelo"

La scorsa settimana si è tenuto il Consiglio Comunale a Poggio Torriana, per deliberare, tra le altre cose, anche il rendiconto di gestione dell'esercizio 2025 che rappresenta il documento contabile fondamentale che fotografa la situazione finanziaria, economica e patrimoniale, dell'ente.

“Mi sono allora chiesta quali siano le prospettive del nostro Comune, oltre far quadrare i conti finanziari” - commenta la consigliera comunale Francesca Macchitella.

“È ormai evidente, a Poggio Torriana come in tutta Europa, la grave crisi demografica caratterizzata da un invecchiamento record e da un crollo delle nascite e, se in alcuni casi le scelte di dismettere gli esercizi commerciali sono da ricondurre a decisioni dei privati, in altri casi la responsabilità è da addebitare alle scelte politiche, prive di una visione strategica a lungo raggio, al punto che oggi ci si trova a dovere fare i conti con la chiusura o con la riduzione di servizi utili ed essenziali, rivolti a tutta la comunità locale. Assistiamo ad una lenta moria di attività economiche e di servizi nelle parti più alte del territorio, sia di Poggio Berni che di Torriana, zone quasi commercialmente smantellate. Da quando vivo nella frazione di Camerano - per l'esattezza dal 2007 - ho partecipato alla vita comunitaria e culturale del paese; ricordo con piacere le ligaze agli orti sociali, i corsi al centro giovani, i concerti alla Sala Diana, gli spettacoli alla sala teatrale del centro sociale, gli eventi estivi all’anfiteatro, gli incontri al Mulino Sapignoli, la sagra della Pasquetta a Poggio Berni alta, le tavolate tra vicini di casa. Con la fusione e la nascita di Poggio Torriana, nel 2014, ho imparato a conoscere meglio quel territorio torrianese che già visitavo da escursionista e soprattutto da cittadina” – prosegue Francesca.

Di tutto questo e di tanto altro ancora, oggi, cosa resta a Poggio Torriana?

· Il centro giovani non è più attivo.

· La sala Diana è chiusa.

· L’ambulatorio infermieristico di via delle Viole non esiste più.

· Le tre scuole primarie rischiano di ridursi a due, a scapito di quella meraviglia di scuola di Camerano (tra l'altro il terreno è stato acquistato solo un anno fa dal Comune di Poggio Torriana e la struttura è stata messa in sicurezza con i lavori di riqualificazione).

· La biblioteca comunale, dallo scorso mese di gennaio, ha un'apertura con orari inidonei per gli utenti.

· La gestione della sala teatrale è in scadenza e dopo un decennio abbondante in cui l'associazione Quotidiana.com ci ha allietato con dei cartelloni teatrali di spessore, con il nuovo bando pubblico c'è il rischio concreto che quell'esperienza possa terminare.

· Il parco della Cava, luogo di grande interesse naturalistico, è per lo più abbandonato e trascurato...ma guai a chiamarlo "degrado"!

L'elenco non è certo esaustivo ma rappresentativo e rattrista parecchio noi cittadini.

“Di questo passo, diventeremo inevitabilmente una grigia periferia del Comune di Santarcangelo" – conclude Francesca Macchitella che auspica l’adozione di un nuovo strumento urbanistico e l’introduzione di politiche innovative che puntino ad un progetto di respiro più ampio nel tempo che favoriscano la restanza. La “restanza” non è solo un dovere civico, ma rappresenta un’esigenza dell’anima, perché – come scriveva Cesare Pavese ne “La luna e i falò” – “Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”.

 

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