"Se fossi al posto del ministro Mazzi non mi farei affidare schede preparate per dire che tutto va bene nel settore turistico senza rispondere alle domande che vengono poste. Certo, il turismo è in crescita in tutto il mondo, in Europa, non solo in Italia, ma quello che importa non sono numeri dati un po' a vanvera e propaganda ma, ad esempio, valutare il contributo al Pil degli arrivi internazionali dove il nostro Paese resta indietro a Francia e Spagna. Oggi ancora sentiamo che l'assenza del bando-tipo su licenze balneari è colpa del ministro 'competente' Salvini, ma da Mazzi non abbiamo chiarezza sul problema che hanno i Comuni nel fare bandi che li espongono a eventuali ricorsi e mettono l'intero turismo balneare nel caos. Quindi il ministro Mazzi convochi Salvini e si metta d'accordo senza rimbalzare il problema e lasciare allo sbando un settore". Così il deputato Pd Andrea Gnassi della Commissione Attività e Turismo, in replica al ministro Mazzi durante il Question Time. "Per la tassa di soggiorno va garantita a tutti i Comuni piena autonomia di stabilire le tariffe e l'utilizzo. Questo è quello di cui dovrebbe occuparsi un ministro del Turismo, ovvero di questioni eminentemente e profondamente turistiche. Altro che governo delle autonomie, sulla tassa di soggiorno il governo Meloni non vuole cambiare la disciplina sull'imposta perché non vuole dare autonomia e possibilità di scelta ai Comuni - incalza Gnassi - I flussi turistici comportano la necessità di mettere in campo infrastrutture, trasporti, decoro, sicurezza, depurazione delle acque: il governo convochi Regioni e Comuni, cambi insieme a loro la disciplina della tassa di soggiorno. Lo scaricabarile non serve a nessuno e non lo può fare chi guida il turismo".
"Il ministro MAZZI quando in passato si occupava del Festival di Sanremo non poteva scaricare la colpa sul microfonista se la voce non si sentiva. E oggi non può dire è colpa di Salvini per i bandi delle concessioni balneari e del Ministero dell'Economia per cambiare la tassa di soggiorno. Per 4 anni con l'ex ministra Santanchè abbiamo già sentito propaganda e 'va tutto va bene'. Andava tutto bene al punto che la premier Meloni l'ha fatta dimettere. Ora il nuovo ministro si occupi davvero del turismo senza scaricare su altri quello che non funziona” conclude il deputato Dem.

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